Italia
Lecce, in Via del Mare arrivano i pirati Un Pisa meraviglioso domina e vince
Soddimo, Gucher e Sibilli firmano l’impresa su un campo che i nerazzurri non avevano mai espugnato in 73 anni
Antonio Scuglia
L’8 giugno 2008 fa il Pisa di Ventura perdeva a Lecce, al “Via del Mare”, la semifinale dei playoff per la serie A: in questo stadio i nerazzurri non avevano mai vinto in 19 sfide, la prima della quale risale al 1947-48. Ieri lo hanno fatto, giocando una delle migliori partite degli ultimi anni (forse proprio dai tempi del primo Ventura mancava una prestazione così autorevole e praticamente perfetta), e costringendo così i salentini al primo ko casalingo in B da 24 partite a questa parte.
E così i tanti commenti delle settimane scorse, del tenore “Saremo sempre grati per quello che ha fatto nelle ultime due stagioni, ma il ciclo di Luca D’Angelo a Pisa è finito”, ieri si sono sciolti come neve al sole, giusto per citare una bellissima canzone del complesso salentino Negramaro.
Il Lecce, squadra che probabilmente a fine stagione tornerà in serie A perché ha qualità da vendere, forse ieri ha commesso un solo errore, ma marchiano: ha sottovalutato l’avversario. Sia nella scelta della formazione iniziale schierata. Il primo è di aver lasciato inizialmente fuori pezzi da novanta come Coda e Mancosu, il secondo direttamente in campo, con una sufficienza in alcune giocate che non bisognerebbe permettersi mai nelle gare ufficiali. Mentre il Pisa non ha sbagliato niente. Ha fatto una gara perfetta, con sedici giocatori carichi a mille e un’idea di gruppo - vista nella carica agonistica, nei raddoppi, nell’aggressione agli avversari, nella generosità di tutte le giocate - che ai giallorossi è mancata. Un po’ si è visto già nel gol che ha aperto la gara, ed ha subito scompaginato i piani di Corini (ancora in isolamento per il covid e sostituito ancora in panchina da Lanna): era passato poco più di un minuto dal fischio d’inizio quando Marin ha lanciato lungo Soddimo dalla propria metà campo, Lucioni e Meccariello erano ancora in modalità “avvio di windows” e la palla è passata, solo sfiorata dal secondo centrale. Soddimo ha ringraziato di cuore, si è involato verso la porta di Gabriel e una volta davanti al portiere, da sinistra ha lasciato partire un destro rasoterra nell’angolo lontano.
Ma ancora più emblematico è stato il 2-0, arrivato al 17’ che una volta tanti ha portato bene ai nostri. Col Pisa avanti di un gol e di nuovo pericoloso con Palombi al 9’ (destro secco su un contropiede, servito da Gucher, salvataggio di piede di Gabriel), i giallorossi non avevano capito che è sbagliato scherzare col fuoco: Tachtsidis a centrocampo si è fatto scippare la palla da Gucher che ha servito Vido e si è inserito in attacco, ricevendo da Soddimo (questi ultimi due si sono alternati nel ruolo di trequartista), fintando su Henderson e poi sparando un destro spaventoso che ha accarezzato il palo alla sinistra di Gabriel e si è insaccato.
La gara ha riservato molte occasioni a entrambe le squadre, ma mentre i padroni di casa erano precipitosi (salvo al 24’ pt, quando Perilli di pugni ha negato il gol a Henderson servito da Paganini), i contropiede del Pisa erano spesso pungenti. E nella ripresa è arrivato anche il clamoroso 3-0, firmato al 21’ da Guseppe Sibilli che aveva appena rilevato Soddimo: avviata l’azione ha ricevuto l’assist da un ispiratissimo Vido e di destro ha quasi spaccatola rete. Tutto molto bello, anzi bellissimo.
Ora non c’è tempo per godersi la vittoria: martedì alle 19 si torna in campo, all’Arena Garibaldi contro il Chievo, che ieri ha messo alla corde la capolista Empoli. Ma il Pisa potrà affrontare la corazzata veneta con la consapevolezza che le grandi non sono più un tabù. —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
