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A Verona l’Empoli sa come usare la testa e riagguanta il Chievo e il primato

David Biuzzi
A Verona l’Empoli sa come usare la testa e riagguanta il Chievo e il primato

La capocciata di La Mantia replica all’acuto di Obi, poi mancano idee ed energie per sfruttare la superiorità numerica

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David Biuzzi

verona. Avanti adagio, ma comunque avanti. L’Empoli non perde né testa (della classifica) né partita (in casa del Chievo), e continua a guardare tutti dall’alto.

È un pari che vale. Anche se, inutile girarci intorno, gli ultimi 20 minuti (e passa) giocati sul parziale di 1-1 ma con un uomo in più (causa espulsione di Renzetti) un pizzico di rammarico lo lasciano. È evidente, però che la capolista non è ancora in grado di salutare la compagnia. Forse lo diventerà, un giorno, ma non ancora. D’altra parte qualsiasi edificio si costruisce un mattoncino alla volta e questo, il punto della Verona che con un altro 1-1 divenne fatale poco più di 4 mesi fa, ha un peso specifico davvero niente male.

Proprio come l’avvio di gara degli azzurri, che ripartono dalla coppia-gol Mancuso-La Mantia (che sarà decisiva) e Casale preferito a Fiamozzi come terzino destro. Per il Chievo l’ex Aglietti continua sulla strada del 4-4-2 ma rivoluziona l’attacco e una delle due punte, Fabbro, in realtà diventa l’ombra di Stulac. Nonostante questo, come accennato, l’Empoli non entra male in partita, salvo poi andare farsi male da solo quando il Chievo, dopo il 10’, comincia spingere. Accade al 18’: Palmiero rimette dentro una palla come tante, Mogos la tocca anticipando Stulac e Obi, con la retroguardia azzurra che pensa solo a salire, se la ritrova tra i piedi a due passi dal confermato Furlan: appoggio semplice e clivensi avanti.

Ancora una volta, insomma, la strada è in salita. Salita che l’Empoli prova a scalare già al 22’, quando Gigliotti frana su Mancuso in area ma Marinelli lascia correre, e al 26’, quando Nikolaou alza l’incornata da due passi. Per l’arrivo della cavalleria, insomma, bisogna attendere il benedetto secondo tempo (14 punti conquistati su 26 nelle seconde frazioni). Mentre scocca l’ora di gioco, infatti, Haas imbuca per Mancuso che se ne va a sinistra e, sempre col sinistro, pennella un cross che scavalca Semper (che basso non è) e trova La Mantia tutto solo sul secondo palo ad appoggiare in rete.

Dionisi sgancia subito Bajrami (per Moreo) e Bandinelli (per Zurkowski), Aglietti replica con Bertagnoli (per Ciciretti) e Margiotta (per Fabbro). Proprio Bertagnoli chiama subito Furlan all’intervento (23’) ma è Bajrami a incidere davvero pochi secondi dopo: sgasata Renzetti (già ammonito) e fallo che vale il secondo giallo. Il Chievo passa subito al 4-4-1 ma al 27’ è Mancuso a mancare la palla del sorpasso su cross di Haas e finta di La Mantia. Gli azzurri ora vogliono il pieno, ma energie e idee sono ai titoli di coda. Restano un paio di tiri da fuori e poco altro. —

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