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Pisa

l’importanza dei cambi 

I gol per vincere la partita arrivano (di nuovo) dalla panchina

Massimo Berutto
I gol per vincere la partita arrivano (di nuovo) dalla panchina

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PISA

Il Pisa batte l’Ascoli in rimonta pescando due gol dalla panchina. Esattamente come a Reggio Calabria. Luca D’Angelo rispolvera la sua abilità nello sfruttamento dei 5 cambi, essendosi lasciato anzitutto qualche asso nella manica. I nerazzurri vincono quando non sparano tutte le proprie cartucce dal primo minuto, ma scelgono inizialmente il turn over ed un assetto più prudente, riservandosi qualche mossa offensiva da sfoderare in corso d’opera. Le uniche due vittorie in campionato per certi versi sono state in fotocopia, ottenute rimediando in coda ad un gol di svantaggio. Sulla punta dello Stivale gli eroi sono stati Masucci e Sibilli, oltre a Lisi in versione uomo-assist. Tre calciatori partiti tra le riserve. Nel match con l’Ascoli a firmare il ribaltamento del risultato sono stati Vido e Birindelli, abili a suggellare azioni in cui Sibilli e Gucher hanno messo il proprio zampino. Quattro giocatori che, alcuni a sorpresa, insieme a Masucci hanno assistito dai bordi del campo alla prima parte dell’incontro.

Nella sfida con la Cittadella invece D’Angelo ha sparato quasi tutte le cartucce dal primo minuto, lanciando contemporaneamente Vido, Masucci, Marconi, Gucher, Lisi e Birindelli, oltre a Siega e Mazzitelli, sfiorando il gol in apertura, ma subendone due (più un’espulsione) entro i primi 20’. I subentrati Pisano, Marin, De Vitis e Palombi, anche a causa dell’inferiorità numerica, non sono stati in grado di ribaltare le sorti di quella partita. Nel match con l’Ascoli D’Angelo è tornato al 4-3-1-2 (dopo il 3-5-2 di Ferrara), ma con un assetto più solido rispetto al recente passato, rinforzando le fasce laterali con l’utilizzo di Siega e Marin come mezzali, supportate anche dall’oscillazione del trequartista Soddimo da una corsia all’altra. Non è un caso che il Pisa, creando occasioni da rete, sia riuscito per seconda volta (dopo il match con il Monza) a non subire gol nel primo tempo, anche se per la decima partita su 10 non ha mantenuto inviolata la porta di Perilli. L’iniziale esclusione di Gucher ha evitato all’austriaco le fatiche in fase difensiva che Siega si è dovuto sobbarcare contro il 4-3-3 rivale, così l’ex Frosinone, fresco nell’ultima fase della sfida, ha potuto fare la differenza con talento e visione di gioco. Ovviamente in altre situazioni potrà dare il meglio di sé anche dal primo minuto, magari quando il duttile Siega sarà collocato sulla trequarti. L’impiego iniziale di Vido da rifinitore resta un’altra valida opzione, magari bilanciandola con la rinuncia a Lisi in favore di un esterno più coperto.

Per scardinare la retroguardia dell’Ascoli è stata determinante l’abilità di Sibilli nell’uno contro uno, come già era accaduto a Reggio Calabria. Inspiegabilmente l’ex Albinoleffe dopo aver firmato il successo allo stadio Granillo aveva assistito dalla panchina alle disfatte con il Cittadella ed a Ferrara. A Reggio era stato utilizzato da mezzala destra con licenza di allargarsi quasi come in un 4-2-4, mentre martedì scorso ha giocato sul centrosinistra incidendo dall’interno nell’episodio del pareggio e sfiorando la rete in prima persona. Già qualcuno gli affibbia l’etichetta di calciatore utile nel finale, ma con opportune protezioni e contro il giusto avversario potrebbe essere determinante fin dal fischio di inizio. —

Massimo Berutto

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