Gioco
Due sconfitte quasi in fotocopia e poi dicono che il 17 non porti male
Contro Cittadella e spal il tracollo allo stesso minuto
PISA
Mai il 17 ha portato così male al Pisa come nelle ultime due giornate. Esattamente a quel minuto della gara con il Cittadella è caduta l’espulsione di Benedetti, indigesto antipasto del 2-0 granata. E la lancetta del cronometro stava indicando proprio quel numero quando è avvenuto il raddoppio della Spal. In entrambi i casi notte fonda per i nerazzurri, pur con oltre un tempo e mezzo ancora da disputare e a Ferrara senza l’alibi dell’inferiorità numerica.
INCUBO IN LOOP
La seconda volta di un così precoce doppio svantaggio, preceduto in entrambi i casi da occasioni fallite sotto porta avversaria, ha rappresentato l’incubo ricorrente. Mai prima delle ultime due partite il Pisa era crollato già dopo poco più di un quarto d’ora. Tentativo di rivalsa nel secondo tempo che però, oltre a raddoppiare il passivo, stavolta, a differenza delle quaterne subite a Salerno e con il Cittadella, non ha registrato neppure la rete della bandiera.
NON CONTA IL MODULO
Il ritorno al 3-5-2 non ha impedito il quarto poker stagionale al passivo (compreso il pari di Vicenza). È semmai un problema emotivo (come sottolineato da D’Angelo), di insicurezza e di squilibrio, non solo in difesa ma anche a centrocampo, e soprattutto nella sinergia fra i due reparti. Il primo campanello d’allarme ha suonato nel clamoroso 7-0 subìto in amichevole a Milano, non giustificabile unicamente con lo strapotere tecnico dell’Inter (che nel secondo tempo non ha infierito), perché era pur sempre la sfida fra due formazioni ambiziose separate da una sola categoria.
L’OFFSIDE NON SCATTA
Come accaduto in occasione del terzo gol del Cittadella, anche il secondo centro della Spal è stato favorito da un’errata interpretazione della tattica del fuorigioco in area di rigore, a causa di un disallineamento della linea davanti a Perilli, beffata alle spalle pure nell’azione del primo gol di Paloschi. Forse giocare più semplice, vecchia maniera, mantenendo costante il collegamento visivo con le punte rivali, può essere una strategia più propizia in un momento in cui nulla gira per il verso giusto. L’infortunio di Varnier e le prestazioni dei suoi colleghi di reparto non hanno finora permesso il raggiungimento del medesimo standard della scorsa stagione nell’area di rigore.
POCO FILTRO
Il reparto mediano non garantisce più un’adeguata interdizione né i raddoppi di marcatura, esponendo ad esempio troppo spesso Gucher a svantaggiosi uno contro uno con più rapide mezzali rivali. Nel Pisa che brillava durante periodo estivo la barriera centrale presentava contemporaneamente De Vitis e i migliori Marin e Siega, che invece nel nuovo campionato non hanno trovato la medesima continuità di prestazione e di impiego. —
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