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Pisa, in difesa si aprono le voragini a Ferrara arriva l’ennesima goleada

antonio scuglia
Pisa, in difesa si aprono le voragini a Ferrara arriva l’ennesima goleada

Nerazzurri travolti senza attenuanti dalla Spal, 24 reti subite in 9 gare. In entrambi i tempi un buon inizio, poi il tracollo

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ferrara

Perdere con la Spal? Ci stava. Perdere in modo così umiliante però no. Il Pisa esce dal “Paolo Mazza” con altri 4 gol sul groppone, con la sensazione di un imbarazzante divario tecnico a favore degli avversari, ma soprattutto dando l’impressione di non avere la forza d’animo che aveva quasi sempre contraddistinto la squadra di Luca D’Angelo. E come col Cittadella, già dopo 17 minuti la partita era già finita. Non è che nel calcio occorra picchiare gli avversari, ci mancherebbe. Ma se il primo fallo contro viene fischiato al 25’ già sul 2-0 per gli avversari, e delle tre ammonizioni a carico due arrivano sul 4-0 (e a quel punto c’è l’aggravante, non l’attenuante), bisogna farsi qualche domanda, con molta molta umiltà.

4x4 dovrebbe essere solo la caratteristica delle auto a trazione integrale, per il Pisa di quest’anno invece è una formula aritmetica già valida dopo sole nove partite: per quattro volte abbiamo subìto un poker di gol. E la classifica parla chiaro: siamo solo un gradino sopra l’ultimo posto, e martedì la gara casalinga (ore 17) con l’Ascoli fanalino di coda ha tutta l’apparenza di essere uno scontro salvezza anticipato se non una prova senza appello. Questo campionato ha già detto - poi magari le cose cambieranno, speriamolo - che dietro le superstar come la Spal ci sono due grupponi: quello che punta ai playoff e quello che comprende forse sette squadre, fra le quali il Pisa, delle quali tre si salveranno e le altre quattro (salvo riforme) fra 9 mesi giocheranno in C.

Curiosamente, ieri, sia nel primo tempo che nella ripresa il Pisa (3-5-2) era partito con un buon piglio, ma la Spal lo aspettava al varco. D’Angelo, con mezza difesa fuori uso, ha arretrato De Vitis e rinunciato al trequartista, lasciando fuori a sorpresa anche Marconi dall’undici iniziale. 3-4-2-1 lo schieramento dei biancazzurri, zeppo di gente che con la B non c’entra niente (basti pensare a Paloschi e al trequartista argentino Castro) sebbene diversi titolari fossero assenti e fra questi il portiere titolare Berisha alle prese col Covid. Ma il suo sostituto Thiam - fra lui e il difensore Salomon si superano i 4 metri di altezza - non si è dovuto sporcare troppo i guanti.

Già al 2’ suonava l’allarme: Caracciolo sbagliava un retropassaggio servendo Castro, ma Perilli respingeva il suo cross insidioso. Il Pisa reagiva e prima Vido (destro di un soffio a lato su pallone filtrante di Gucher), poi Marin (palla sul fondo da ottima posizione su scarico di Lisi) spaventavano gli estensi.

La Spal però era molto più concreta e, dopo una bella parata di Perilli su Valoti al 10’, in tre minuti metteva a segno un micidiale uno-due. Al 14’ Sala crossava indisturbato da sinistra, tre difensori nerazzurri andavano a vuoto e Paloschi appoggiava in rete; al 17’ Castro in piena area scodellava ancora per Paloschi, più svelto di Lisi sotto porta per il raddoppio. Dopo di che gara congelata sino alla ripresa. Quando il Pisa in un sussulto d’orgoglio partiva lancia in resta e schiacciava gli avversari per 8 minuti nella loro area. 8 minuti, già. Perché al 9’, al primo attacco la Spal passava ancora. Palla in area del Pisa, Lisi la allontanava di testa, Marin dal limite andava a spazzarla dandole un calcione che la mandava dritta sullo stinco di Tomovic (fino a ieri 15 campionati, 6 gol) e di rimbalzo nella porta dell’incolpevole Perilli.

Il 4-0 arrivava a stretto giro di posta: Pisa con dieci giocatori in attacco, palla persa e incursione di Di Francesco solo soletto a galoppare in una prateria deserta, il sogno di tutti gli attaccanti del mondo. —

antonio scuglia



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