Gioco
Alessandro Birindelli: «Il Pisa ha la lotta nel dna»
«Sono strafelice per i miglioramenti del giovanissimo difensore Masetti Mio figlio Samuele? A volte anch’io dimentico che ha solo 21 anni»
PISA
A poche ore dalla sfida contro la Spal, abbiamo contattato l’ex difensore nerazzurro Alessandro Birindelli.
Una settimana dopo il primo successo in campionato al “Granillo” è arrivato il ko contro il Cittadella...
«È un momento particolare, difficile. Le squadre devono gestire anche il discorso legato a Covid, tamponi, casi di positività, bolla. C’è stato anche poco tempo per riorganizzarsi e la sensazione è che in questo momento stiano influendo di più le energie mentali rispetto a quelle fisiche. Il Pisa ha cambiato poco e non credo che all’improvviso sia diventato scarso. Una squadra allo sbando non fa risultato a Reggio Calabria. La sconfitta contro il Cittadella va inquadrata come una giornata storta. La squadra ha creato, poi due gol presi così all’inizio e l’inferiorità numerica è chiaro che possano tagliare le gambe e ti costringano a scoprirti ancora di più. Il Pisa la prestazione la fa sempre, magari sembra un po’ scarico a volte: c’è da lavorare e migliorare la condizione, senza fare drammi e ritrovando un po’ di serenità. Questa squadra ha il lottare nel dna».
Ora i nerazzurri affrontano una Spal reduce da 5 vittorie di fila. Che partita sarà?
«Parliamo di una squadra costruita per tornare subito in serie A: hanno cambiato poco rispetto alla scorsa stagione e in rosa hanno giocatori di grandissimo valore. Sarà sicuramente una partita difficile. Il Pisa ha sempre dimostrato qualità e personalità, Ferrara potrebbe essere una tappa importante per i nerazzurri».
Il difensore Lorenzo Masetti (’01) dopo la Coppa potrebbe esordire anche in campionato. Lei lo ha allenato nel 2018/19 nella Primavera nerazzurra...
«Sono strafelice. Quando è arrivato a Pisa io e il mio staff lo abbiamo “adottato”. Aveva giocato nella Fiorentina e nell’Empoli, ma non avevano creduto in lui. Osservandolo in allenamento mi sono reso conto che aveva una qualità superiore, si vedeva che era uno dei pochi giocatori di prospettiva e in grado di fare il suo percorso. Lorenzo è un difensore moderno, è bravo con entrambi i piedi, sa impostare, ha buone letture difensive ed è veloce. Con lavoro e sacrificio sta scalando le gerarchie. Ci sentiamo ancora, siamo rimasti legati: quando alleni nei settori giovanili la soddisfazione più grande è vedere i ragazzi giocare in Prima squadra».
Un altro ragazzo che dalle giovanili nerazzurre è approdato in Prima squadra è suo figlio Samuele, che ha già superato le 100 presenze nel Pisa e ha esordito all’Arena con la Nazionale Under 21.
«È stata una grande emozione per tutti, non solo per lui. Non capita a tutti e tutti i giorni di indossare la maglia della Nazionale, poi nello stadio della propria città. Samuele deve essere orgoglioso e deve capire che questa è la strada giusta. Sta mettendo in campo grande personalità, a volte ci può stare che non si riesca a dare il massimo: spesso molti, me compreso, dimenticano che ha soltanto 21 anni». —
Alessandro Marone
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