Il Tirreno

Pisa

«Rimasti con l’uomo in meno mentalmente era difficile rimettere la partita in piedi»

Andrea Chiavacci
«Rimasti con l’uomo in meno mentalmente era difficile rimettere la partita in piedi»

L’analisi del tecnico Luca D’Angelo, che taglia il traguardo  delle 100 panchine in nerazzurro nel modo più amaro possibile 

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Dopo il 90’

Luca D’Angelo taglia il traguardo delle 100 panchine in nerazzurro nel modo più amaro possibile. Nell’era D’Angelo il Pisa non aveva mai subìto una lezione così severa nel punteggio e nel gioco all’Arena. In realtà quota cento D’Angelo l’avrebbe toccata a Reggio Calabria, ma l’annullamento del 3-1 sulla Pro Piacenza del 2018-2019 ha rinviato la cifra tonda. «È un risultato pesante e dobbiamo guardare bene quello che abbiamo fatto in campo. Purtroppo di positivo c’è poco», ha esordito il tecnico in sala stampa.

D’Angelo, unico nerazzurro a parlare dopo la partita, mastica amaro e focalizza gli episodi che hanno deciso la partita nei primi minuti: «La prima palla gol l’abbiamo avuta noi con Masucci, poi sull’azione successiva abbiamo preso gol sugli sviluppi di un fallo laterale. Dopo poco più di un quarto d’ora eravamo sotto di due gol e con un uomo in meno per l’espulsione di Benedetti nell’occasione del loro rigore. Mentalmente era difficile rimetterla in piedi».

La difesa è la peggiore del torneo con ben 20 gol subiti in appena 8 partite disputate e troppi gol presi su palla inattiva. «Dobbiamo mettere più rabbia in quelle situazioni e pensare che anche quando siamo sotto di due gol e con l’uomo in meno le gare finiscono al novantesimo».

D’Angelo ha provato a rimescolare le carte con alcuni cambi. «Con Meroni non siamo stati fortunati, visto che è stato costretto a uscire per infortunio dopo che era entrato al posto di Siega. Eravamo stati bravi a restare sul 2-0 fino al 60’ con la speranza di poterla riaprire». Ma non cerca alibi: «Quando si perde in una maniera così netta un allenatore non si può tirare indietro, anche perché eravamo già sotto prima del rosso a Benedetti. Io per primo devo capire per bene quali sono le cose da migliorare. I risultati che stiamo ottenendo non sono buoni».

Diventano determinanti le prossime quattro partite. Prima la trasferta di Ferrara e poi tre partite in casa. «Non c’è molta differenza nel giocare in casa o fuori in questo momento. Bisogna guardare avanti e pensare a migliorare. Non dobbiamo pensare che di colpo siamo diventati una squadra colabrodo. I numeri al momento dicono questo, ma possiamo risolvere la situazione attraverso l’impegno, che non manca mai, e la consapevolezza dei nostri mezzi. Abbiamo dei limiti, è indiscutibile, ma dobbiamo avere la forza per risollevarci. Ho visto i ragazzi molto giù moralmente, ma già da lunedì dobbiamo rimetterci in carreggiata». —



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