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Lisi e De Vitis, 100 e lode amici da sempre e esempi di duttilità

Andrea Chiavacci

Mister Luca D’Angelo ha cambiato ruolo a entrambi quello che non cambia è il loro attaccamento alla maglia

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PISA

Contro il Cittadella il Pisa punterà anche sulla forza di due ultracentenari. Non è ovviamente un discorso anagrafico, ma di presenze in maglia nerazzurra. Alessandro De Vitis e Francesco Lisi hanno da poco superato le 100 presenze in nerazzurro e ieri sono stati premiati dall’Associazione Cento con una targa celebrativa. I due sono molto amici e si sono confidati in un’ intervista su Pisa Tv.

Lisi venne scoperto da Antonio De Vitis, padre di Alessandro e grande bomber negli anni 80 e 90, che, quando Lisi era ancora un ragazzino, lo ha portato a Piacenza dopo averlo visto giocare nella Romulea. La stessa società capitolina dalla quale il Pisa ha preso di recente il giovane attaccante Susso Bamba.

L’amicizia tra Lisi e De Vitis si è rafforzata soprattutto a Pisa. Una sola lite in campo. Quella nell’1-1 contro la Juve Stabia nella passata stagione. «Ero andato troppo in avanti– sorride Lisi. – Ma è finita lì. Io sono istintivo, Alessandro è uno che ti fa ragionare. Ti puoi fidare di lui».

Entrambi hanno cambiato il loro ruolo naturale con Luca D’Angelo. Se con Lisi è stata fatta un’operazione alla Zambrotta, tanto per fare un paragone celebre, da esterno d’attacco a terzino, De Vitis è passato da mezzala a difensore centrale per poi tornare a centrocampo. L’uomo della duttilità. «Il mister dice che mi adatto un po’ a tutto come Lothar Matthaeus - , sorride De Vitis che è un grande appassionato di basket e in particolare di Nba. - Vado in campo con il numero 30 perché sono un tifoso dei Golden State Warriors di Stephen Curry. Il mio primo idolo però è stato il grande Kobe Bryant».

La Nba per De Vitis può diventare un modello da seguire anche in Italia: «Con quelle regole, anche a livello economico, più squadre possono competere per la vittoria. È qualcosa che al nostro calcio manca».

Anche Lisi è cresciuto in una famiglia di sportivi e si vede nel mondo del calcio anche dopo la carriera in campo. Non da allenatore però perché secondo il numero 23 nerazzurro in quel ruolo è più bravo De Vitis. «Io potrei fare il suo vice», sorride Lisi. In vista della sfida con il Cittadella Lisi cerca una maglia da titolare dopo due gare iniziate dalla panchina, ma concluse bene in campo. —



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