Gioco
La squadra di D’Angelo si scopre imprevedibile nelle soluzioni offensive
pisa
Il Pisa si scopre imprevedibile, allargando il ventaglio delle soluzioni offensive. Sibilli ha bussato con decisione alla porta della B, Lisi e Masucci si sono rivelati determinanti anche a partita in corso, non mettendo in ombra le prestazioni di Vido e Marconi, in attesa che anche Palombi trovi la propria dimensione0.
MENO VANTAGGI AI RIVALI
Adesso gli avversari non possono più impostare la loro partita, conoscendo alla perfezione i pregi e i difetti di Lisi, che è l’uomo in più quando sfonda sulla sinistra, ma il punto debole se costretto sulla difensiva. La presenza dell’esterno romano ora non è scontata, quindi le formazioni rivali dovranno lavorare non più su uno, ma su almeno due scenari possibili. L’ex Juve Stabia sta partendo dalla panchina in un Pisa a tre attaccanti, però presto, forse già contro il Cittadella, potrebbe tornare titolare scompaginando nuovamente le carte, oppure continuare a incidere a gara in corso.
CINQUE PIU’ CINQUE
Il Pisa non gioca più (almeno per ora non lo sta facendo) con una fase difensiva a 5 uomini, ma quello stesso numero si riconosce negli equilibri delle ultime due gare: 5 sono i giocatori titolari a vocazione offensiva e altrettanti più portati alla copertura. A Reggio Calabria, come a Vicenza, un tridente mascherato e due mezzali d’attacco (Gucher e Mazzitelli), bilanciate da quattro difensori di ruolo protetti da De Vitis. Sensata la rinuncia a Lisi in favore di un terzino più prudente, anche se l’espulsione di Pisano in Veneto e lo scivolone di Birindelli in occasione dell’1-0 calabrese non hanno valorizzato tale scelta.
LA TERZA VIA
Nel rispetto della regola l’utilizzo dell’esterno capitolino non è necessariamente incompatibile con lo schieramento a tre punte: Marin (finora penalizzato dai pur prestigiosi impegni con la sua nazionale Under 21) potrebbe essere l’ago di bilancia, accanto a De Vitis, con la rinuncia ad uno fra Mazzitelli o Gucher. Anche Siega può migliorare l’interdizione.
LAPSUS FREUDIANO
D’Angelo, giustificando l’adozione delle tre punte, ha sottolineato la forza dei quattro attaccanti a sua disposizione: Vido, Marconi, Masucci e Palombi. Possibile che il tecnico si sia dimenticato proprio del match-winner Sibilli? In realtà l’ex Albinoleffe (comunque lodato dall’allenatore) non è solo una punta. A Reggio ha fatto la differenza sulla fascia destra, in una specie di 4-2-4 finale. È un calciatore quindi in grado di rimodulare il 4-3-1-2, mettendo in campo doti sconosciute ai suoi compagni.
NESSUN DOPPIONE
I candidati alla prima linea o alla trequarti sono tutti calciatori con caratteristiche molto diverse. Marconi è un classico centravanti, Masucci si alterna fra la trequarti e l’area di rigore, Vido interpreta lo stesso ruolo con maggiore fisicità e un migliore tiro dalla media distanza, Palombi ama la profondità, Sibilli l’uno contro uno, Soddimo ha il passo del rifinitore, mentre Siega ispira mantenendo un occhio alle sue spalle. La miscela di questi ingredienti ha ravvivato l’attacco. —
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