Gioco
Una stagione così ad intermittenza nemmeno in tempo di guerra
PISA
Nemmeno in tempo di guerra. Quante volte abbiamo sentito pronunciare questa espressione ai nostri nonni o genitori davanti a situazioni senza precedenti quanto a difficoltà. Ora noi la ripetiamo e la facciamo nostra. In effetti per il calcio (e purtroppo non solo) è un periodo duro ed incerto come neppure durante il secondo conflitto mondiale. Per la serie B nella scorsa stagione lo stop di quasi tre mesi e mezzo (saltando di netto l’intera primavera), poi 10 giornate disputate nel giro di 40 giorni, quindi i playoff giocati fino al 20 agosto, a meno di un mese dall’inizio del nuovo torneo, preventivato con 8 turni infrasettimanali. Per il Pisa probabilmente saliranno almeno a 9, considerando il recupero della gara con l’Ascoli.
I primi rinvii per Covid iniziano a complicare lo sviluppo della competizione. E in mezzo ci si mettono anche le Nazionali, che interromperanno ulteriormente le ostilità nel prossimo weekend. I nerazzurri attenderanno (almeno, perché di questi tempi non si sa mai) tre settimane tra l’ultima trasferta a Vicenza ed il prossimo incontro. Ad averlo saputo prima forse ci sarebbe stato il tempo per una mini preparazione atletica, come quelle che di solito si organizzano tra la fine della serie A e l’inizio di un campionato mondiale o europeo. Invece domina costantemente l’incertezza: la mancata disputa di una partita e l’indisponibilità di uno o più giocatori si scoprono spesso a ridosso della sfida, appena i tamponi danno i primi responsi avversi. Un’alternanza tra lunghi stop e intensi tour de force, a discapito di un’accettabile condizione atletica. Senza dimenticare la mancanza (sostanziale o totale) del pubblico, a danno delle casse societarie e dello spettacolo.
Niente di tutto questo accadeva durante la Seconda Guerra Mondiale. Nessuna stagione ad intermittenza. Serrata totale tra il 1943 ed il 1945, seguita da una ripresa interlocutoria (nel 1945-46) quando ancora il Paese era sepolto dalle macerie. Fino al 1943 campionati assolutamente regolari e stadi pieni, in linea con l’ottimismo dispensato a piene mani dal regime fascista. Nessun rinvio di partite, almeno per il Pisa, durante i tre campionati di B disputati tra l’entrata in guerra dell’Italia e l’armistizio firmato l’8 settembre 1943. Scorrendo negli annali le date delle gare, notiamo una sostanziale regolarità nella cadenza settimanale. Un’unica significativa pausa, praticamente di un mese, nel 1942, tra il 29 marzo e il 26 aprile. Per il Pisa nessuna partita rinviata ed una sola annullata per ragioni belliche, la sfida di Palermo, a causa del ritiro dei siciliani dopo lo sbarco degli Alleati sull’isola. Un incontro che in campo comunque si era chiuso regolarmente sull’1-1. —
Massimo Berutto
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google