Sicurezza
Mazzitelli: «Voglio essere un punto di riferimento»
Il centrocampista ha rilasciato una lunga intervista in diretta Facebook su Pisa Tv «Speriamo di riabbracciare presto i nostri tifosi, sono molto attaccati alla squadra»
pisa
Luca Mazzitelli è uno dei pezzi pregiati del mercato e vuol trascinare il Pisa dopo questo avvio non semplice. A cominciare dalla sfida con l’Ascoli. Il centrocampista nerazzurro ha rilasciato una lunga intervista su Pisa Tv in diretta Facebook a Giorgio Micheletti. Mazzitelli, classe 1995, ha già giocato 175 partite tra i professionisti con le maglie di Roma, Sud Tirol, Brescia, Genoa, Sassuolo e Virtus Entella. E adesso la nuova sfida di Pisa. «Sono contento di giocare in una squadra così importante – esordisce Mazzitelli – I compagni mi hanno detto che abbiamo una grande tifoseria. Speriamo di poterli riabbracciare presto».
Che differenza c’è tra Sassuolo e Pisa?
«A Sassuolo nella vita di tutti i giorni quasi non ti senti molto giocatore. Non vieni riconosciuto ed è tutto molto tranquillo. Qui se vai al bar o sei in giro per la città la gente ti riconosce e magari ti fa una battuta. Si vede che sono appassionati e calorosi ed è una cosa molto bella». Luca è figlio del popolare giornalista sportivo di Repubblica Massimo Mazzitelli. I due spesso parlano anche delle pagelle. «Ha capito che a volte un giornalista non valuta le richieste che l’allenatore fa a un calciatore».
Che rapporto ha con la stampa?
«Ho grande rispetto per i giornalisti perché senza di loro il calcio non sarebbe così seguito. A volte le critiche le prendono i giocatori, ma le prendono anche i giornalisti».
Un aspetto da migliorare in campo?
«Ce ne sono tanti, ma in particolare devo stare concentrato per tutti i novanta minuti ed essere un punto di riferimento per la squadra».
Lei tre anni fa disse che in cinque anni avrebbe esordito in Champions League, resta un sogno o è ancora un obiettivo alla portata?
«Avevo fatto un video pronosticando l’esordio in A. E ci ho indovinato. L’esordio in Champions sta andando per le lunghe. Ci sono stati degli incidenti durante il mio percorso, altrimenti non sarei sceso di categoria. Credo molto in me stesso e lavorerò duro per raggiungere questo obiettivo».
D’Angelo a quale allenatore del suo passato assomiglia maggiormente?
«Secondo me a Rudi Garcia. Perché sa quello che vuole e ci prepara bene ad affrontare le partite. È molto razionale anche adesso che i risultati non arrivano. Non sta facendo drammi, ma insiste sulla sua strada. È giusto così, perché nel complesso le prestazioni sono buone. Ovviamente c’è qualcosa da migliorare».
È vero che Vincenzo Montella le regalò il libro l’Alchimista?
«Sì, hai tempi dei Giovanissimi Nazionali della Roma. Lo regalò per Natale a tutta la squadra con una dedica per ciascuno di noi. Con quel libro si era appassionato alla lettura. Sono un buon lettore, mi intrigano i libri legati alla psicologia».
In quali caratteristiche di alcuni suoi idoli si riconosce?
«” Di De Rossi e Gerard l’inserimento in attacco. Di Strootman la fisicità».
È più vicino alla vita da mediano di Ligabue o alla visione più fantasiosa di De Gregori ne La leva calcistica della classe 68?
«Mi sento una via di mezzo. Anche i campioni hanno bisogno di lavorare sodo per restare al top ma la fantasia non deve mai mancare». –
Andrea Chiavacci
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