Sicurezza
Occhio al 4-4-2 dei biancorossi: “scolastico” ma molto efficace
PISA
Dieci gol subiti nelle ultime 3 trasferte (Salerno, Empoli e Chiavari) fra campionato e Coppa Italia. Cosa fare per arginare l’emorragia di reti?
Finora D’Angelo ha confermato il 4-3-1-2, anche nell’ultimo impegno infrasettimanale in casa dell’Entella.
Il consiglio non richiesto che gli arriva da più parti è di passare al 3-5-2, irrobustendo la fase difensiva con 5 uomini sulla linea arretrata e proponendo in possesso di palla una schiera di altrettanti centrocampisti come schermo per 3 stopper.
Non sarebbe una rivoluzione tattica, ma si tratterebbe di optare per uno dei due moduli di riferimento, che probabilmente è persino il sistema preferito di D’Angelo, il quale però finora ha resistito alla tentazione, forse perché cambiare adesso vorrebbe dire mettere in discussione il lavoro svolto finora.
«Non dobbiamo commettere l’errore di dire che è tutto da buttare», ha sottolineato il tecnico nerazzurro dopo la sconfitta di martedì scorso. Anche il 4-3-1-2, rimodulato opportunamente con le caratteristiche degli uomini mandati in campo, può permettere di proteggere maggiormente la porta.
Il positivo esperimento di Birindelli da mezzala destra (soluzione d’emergenza dopo l’infortunio di Siega nel riscaldamento a Chiavari) offre ad esempio al mister la chance di inserire di fatto un quinto difensore ed un secondo giocatore abile sull’esterno nella catena di destra.
A Vicenza il Pisa dovrà vedersela con Domenico Di Carlo, che come i precedenti ostici rivali Alvini (Reggiana), Bisoli (Cremonese), Castori (Salernitana) ed il più giovane Dionisi (Empoli), appartiene alla schiera degli allenatori umili e capaci, che studiano bene l’avversario per sfruttarne i punti deboli.
L’ex livornese propone un 4-4-2, quindi due esterni per fascia, puntando perciò molto sulle zone del campo in cui lo Sporting Club finora ha più sofferto, specialmente ad Empoli.
Anche il Pisa durante il precampionato ha provato il 4-4-2, con Siega e Soddimo sulle due corsie e l’utilizzo di due centrocampisti centrali.
Potrebbe essere una buona idea per un reparto mediano che, dopo la partenza estiva di Pinato, ha perso qualcosa in termini di dinamismo, mantenendo alta la tecnica e la fisicità. Quindi una disposizione a specchio sull’avversario non è da escludere a priori.
Il 3-5-2 resta la principale alternativa al 4-3-1-2. I ricordi dei tempi di mister Ventura ci riportano alla mente quanto fosse ostico per un 4-4-2 offensivo - che, con tutto il rispetto per l’attuale Vicenza, annoverava frecce come Cerci, Kutuzov, Castillo e D’Anna - trovare spazi fra le maglie di un pacchetto difensivo a 5 uomini. —
Massimo Berutto
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