Gioco
Le scoppole a inizio stagione? Fanno male ma... anche bene
PISA
Ogni stagione ha le sue salutari batoste, dalle quali il Pisa di Luca D’Angelo si è sempre rialzato più forte di prima. A Salerno un pesante 4-1 come quello inferto ai rossocrociati dalla Carrarese nell’anno della promozione in B. Le successive vittorie sui marmiferi al ritorno e nella doppia sfida dei playoff certificarono la crescita esponenziale di Gucher e soci dopo quella infelice trasferta.
STECCA E ACUTO ALLA TERZA
Anche allora curiosamente alla terza gara giocata i nerazzurri subirono un’altra dura sberla, il 3-0 a Piacenza. Stridente il paragone con la scorsa stagione, quando il 4-1 fu all’attivo, vittima la Cremonese. Il tonfo fu rimandato alla trasferta di Pescara (3-0). In tutti i citati casi negativi però la disfatta fu completa, mentre a Salerno il Pisa non ha demeritato sotto il profilo del gioco e delle occasioni da gol, ritrovando finalmente i cross dall’esterno con Belli per Marconi.
PUNTI DEBOLI ED ORGOGLIO
Il paragone più calzante, al di là del punteggio, è probabilmente con la severissima lezione impartita lo scorso dicembre all’Arena Garibaldi dal Cosenza di Piero Braglia, tecnico esperto, pratico e concreto come Fabrizio Castori (mister della Salernitana), ed altrettanto abile nello studiare e sfruttare i punti deboli dei nerazzurri, perforati per 3 volte in una frazione, allora fu la prima, e poi protagonisti di un vano ma orgoglioso tentativo di rimonta fino al gol della bandiera ed al successivo rigore fallito da Moscardelli (invece Marconi dal dischetto ha trasformato).
PROFONDO GRANATA
La prima rete della Salernitana è stata quasi in fotocopia rispetto a quella con cui la Reggiana ha messo la freccia nella giornata inaugurale, sfruttando un non corretto allineamento del quartetto difensivo nerazzurro sul versante destro. E non è solo una questione di interpreti: costante la presenza di Caracciolo (tutt’altro impeccabile in entrambi i frangenti), affiancato in Emilia da Pisano e domenica scorsa da Belli, e dalla parte opposta Varnier al Mapei e Benedetti all’Arechi. È dunque l’intera difesa, non un singolo, a dover crescere globalmente per proteggere adeguatamente Perilli.
OCCHIO A SINISTRA
Anche sul versante mancino non solo mancate le incertezze. Convince poco il binomio Benedetti-Lisi: lo stopper avrebbe bisogno di un difensore rapido a suo fianco per fronteggiare avversari come Tutino e l’esterno a sua volta se ne gioverebbe per coprirsi le spalle. Troppo facile associare questa lacuna al mancato acquisto di un terzino sinistro nelle ultime ore di mercato.
La rosa attuale offre una possibile soluzione, già provata in passato: l’inserimento di Pisano o Birindelli da terzo centrale di sinistra, soprattutto quando l’avversario sollecita molto quella zona della retroguardia, come il 4-4-2 della Salernitana, che opponeva a Lisi due esterni, vantando cursori del calibro di Casasola, Lombardi e del subentrato Kupisz. —
Massimo Berutto
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