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MoscaGol: «Salviamoci, poi vedremo...»

Andrea Chiavacci
MoscaGol: «Salviamoci, poi vedremo...»

Un po’ di nostalgia per il campo, ma il bomber si è già calato nel nuovo ruolo di collaboratore dello staff tecnico

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Dopo 669 partite e 208 gol Davide Moscardelli è passato dall’altra parte della barricata calcistica. Non deve più ricevere gli ordini di Luca D’Angelo ma adesso fa parte del suo staff. Un po’ di nostalgia per quelle prodezze, per i tiri al volo, le rovesciate, i dribbling e per il famoso elastico si vede in MoscaGol mentre si racconta a Pisa Tv. Del resto per Moscardelli la cosa meno difficile è stata quella di ripartire in un ambiente dove tutti gli vogliono bene. La famiglia nerazzurra lo sta aiutando in questa nuova avventura. «Non ho notato un atteggiamento diverso nei miei confronti da parte della squadra. C’è qualche spiritosone, come Francesco Lisi, che mi chiama già mister», sorride.

Con il vero mister Luca D’Angelo si conoscono dal 2005 quando erano compagni di squadra a Rimini. «Con lui il rapporto è il solito che avevo da calciatore. Non si apre molto con le persone e pensa soprattutto a concentrarsi sul campo. Questo fa parte da sempre del suo carattere».

Moscardelli confida che quasi tutte le sere, specialmente quelle che precedono le partite, riavvolge il nastro della memoria. Colpa anche dei social, dove il Mosca è molto amato dai tifosi del Pisa e delle tante squadre con cui ha giocato. Il tutto senza farsi prendere dalla nostalgia e ridendoci sopra: «Se sapevo che anche quest’anno c’erano cinque cambi ci avrei pensato un po’ di più prima di smettere. A parte gli scherzi la scelta è stata fatta in modo graduale. Dopo il lockdown ho avuto quel problema alla spalla che mi ha fatto fermare di nuovo. Questo ha inciso nella scelta».

Moscardelli voleva finire senza fare brutte figure. E ci è riuscito. «Dopo un campionato positivo per la squadra e dopo essere tornato a segnare in B dopo qualche anno è stato probabilmente il momento giusto per prendere questa decisione».

Forse Pisa è arrivata troppo tardi, forse no. «Volevo dare qualcosa in più soprattutto per le emozioni che mi hanno regalato i tifosi il giorno della presentazione. L’importante è che le cose sono andate bene per la squadra».

Anche perché Mosca in proporzione ai 2.852 minuti giocati nelle varie competizioni ha inciso tantissimo in queste due stagioni in nerazzurro. In totale 56 partite, 17 gol e 3 assist. Determinante ai playoff 2019, non solo in campo. «Nella finale di Trieste mi è dispiaciuto non entrare, sarebbe stata una bella cosa. Magari poteva essere proprio quella l’ultima partita della carriera. Ma in quel momento non potevo non godermi la festa dopo una stagione eccezionale come quella».

Moscardelli parla degli attuali attaccanti nerazzurri: «L’attacco è completo. C’è un bel mix. Esperienza, gioventù, forza, qualità. Puoi avere varie scelte a seconda degli avversari. Vido sta trovando confidenza con il gol e per noi è un ottimo ritorno».

Cosa toglierebbe ad alcuni di loro? «A Vido ruberei l’età e a Marconi il colpo di testa che non era la mia forza. A Masucci la qualità agonistica e la voglia di non mollare mai».

Infine si guarda al presente: «Ci mancano due punti con la Cremonese. Il gol annullato a Masucci era buono. Dobbiamo ripartire dal bel secondo tempo giocato con i grigiorossi per far bene nelle prossime partite. A cominciare da sabato prossimo a Salerno».

L’obiettivo? «Prima la salvezza e poi vedremo se limando qualche piccolo errore riusciremo a fare qualcosa in più dell’anno scorso». —

Andrea Chiavacci

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di Redazione web