Il Tirreno

Pisa

La strana domenica dell’Arena Garibaldi venduti meno della metà dei biglietti

Andrea Chiavacci
La strana domenica dell’Arena Garibaldi venduti meno della metà dei biglietti

La maggior parte dei supporter ha preferito disertare lo stadio per coerenza: troppo pochi mille tagliandi per la “fame” di tifo pisana 

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Post-covid

Per la prima volta da quando siamo piombati in piena emergenza coronavirus c’è stata una minima riapertura all’Arena Garibaldi. Per un massimo di mille posti. Alla fine hanno acquistato il biglietto solo 427 tifosi per un incasso di 8.038 euro. Il sentire comune, non solo quello dei tifosi che seguono il Pisa sempre e ovunque, ci dice che per molti il calcio con un numero limitato di accessi, tanti attraverso inviti degli sponsor, diventa un altro sport.

Con tutto il rispetto per la situazione che sta vivendo il Paese andare allo stadio senza abbracciarsi e vivere la partita al fianco degli amici di sempre non è la stessa cosa. La linea del “O tutti o nessuno” è stata sposata da una maggioranza enorme di tifosi come è accaduto nel resto d’Italia. Dai gruppi, dai club, dagli appassionati di sempre.

Anche per chi è entrato non è stato un pomeriggio come i tanti passati sui gradoni dello stadio pisano. Mascherine obbligatorie, passaggio al termoscanner e distanziamento sociale. Vietata anche l’introduzione di striscioni, bandiere e materiale simile. Che sicuramente è il danno più grande che si possa fare a una tifoseria. Un po’ di gente in tribuna, dove c’è anche l’ex portiere nerazzurro Davide Morello, pochissima in gradinata. Fuori si riaffacciano anche i famosi venditori ambulanti che di solito fanno il pieno con panini e bibite varie. Lo scenario però è desolante. In pochissimi si fermano a mangiare, anche perché non ci sono tavolini dove appoggiarsi.

Qualcuno dei presenti ha provato ad incitare la squadra, ma era difficile farsi sentire. Non siamo più alle urla nel silenzio di qualche mese fa, ma gli stadi vuoti o quasi vuoti fanno tristezza anche a chi deve commentare la partita. Alla fine qualcuno accenna un po’ di contestazione alla terna arbitrale e c’è rabbia per una partita che senza il clamoroso errore sul fuorigioco fischiato a Masucci il Pisa avrebbe vinto.

A condizioni normali Pisa-Cremonese sarebbe stata l’occasione per ricordare un signore del calcio come Gigi Simoni. Due promozioni in A con il Pisa, una storica conquistata proprio a Cremona il 21 giugno 1987, ma tanti successi anche con i grigiorossi. Una promozione nella massima serie, due salvezze e un Trofeo anglo-italiano. Cremona è stato il rilancio dopo anni difficili. In tribuna a guardare la partita c’era sua moglie Monica Fontani. —

Andrea Chiavacci

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di Redazione web