La protesta
La squadra ha un suo spartito di gioco, cresce l’intesa Marconi-Vido
Cosa va: nella partita d’esordio sono state confermate alcune caratteristiche già emerse nello scorso campionato
Tra luci ed ombre il Pisa riparte con un punto in trasferta, qualche certezza e molti rimpianti. Le note positive sono in linea con quanto visto nelle ultime due stagioni. In primo luogo la capacità di saper reagire nelle situazioni difficili. Segnali di grande carattere come sottolineato da D’Angelo a fine partita: «Mi è piaciuta la reazione della squadra e lo spirito che ha messo in campo». Dopo il gol a freddo segnato dalla Reggiana, i nerazzurri sono cresciuti un passo alla volta ed hanno iniziato a far valere, nel primo tempo, la loro superiorità tecnica.
Per buoni tratti della gara si è visto il Pisa che conosciamo. Quello che esegue il suo spartito a memoria e si muove da squadra vera. Tutti accompagnano l’azione e tutti sanno cosa fare. I gol, di conseguenza, non arrivano mai per caso. Anche perché ci sono molte variazioni sul tema.
D’Angelo ha capito che Gucher può allargarsi spesso a destra e cercare il cross nel mezzo come in occasione del pari arrivato grazie al colpo di testa in tuffo di Caracciolo. La seconda rete è un inno alla praticità: rinvio di Perilli, sponda di Marconi ed inserimento rapido di Vido che va in gol nella serata in cui festeggia le cento partite tra i professionisti. Proprio il tandem d’attacco iniziale ha funzionato bene. Marconi e Vido ormai si trovano quasi a memoria. Il primo si è sacrificato per la squadra pur non avendo grandi chance sotto porta, il secondo ha corso tanto e ha saputo cogliere l’attimo giusto. «Con Marconi c’è grande intesa - sottolinea Vido -. Lui fa tanto lavoro sporco di testa ed io cerco sempre di andare sulle sue giocate».
La voglia di essere sempre propositivi è ormai il leitmotiv della squadra, anche quando non è al massimo della condizione. Provarci sempre, per non avere rimpianti. Gucher si conferma leader, ma fino a quando è riuscito a tener botta anche Soddimo è sembrato in crescita rispetto al finale della passata stagione. Su di lui c’era pure un rigore solare, contatto con Muratore, che l’arbitro Paterna non ha visto. Gucher e Soddimo rappresentano quella qualità che serve alla squadra per rendere ancora più imprevedibile il gioco. Il recupero palla è toccato a Marin, ma soprattutto a Siega. L’ex Reggiana fa il solito lavoro oscuro, poi quando esce ti accorgi della sua assenza. Lisi è andato ad intermittenza, ma le sue accelerazioni ti portano via due avversari. Costretti spesso al fallo e prendersi il giallo come capitato a Zampano.
I due nuovi arrivati Palombi e Mazzitelli hanno rotto il ghiaccio nel finale. Due arrivi importanti che impareremo ad apprezzare con il tempo e che non possono essere giudicati per la gara del Città del Tricolore. Grazie a loro la squadra può avere maggiori alternative. Sia a livello tecnico che a livello tattico. Un plauso anche a Caracciolo. Non solo per il suo primo gol in nerazzurro, ma perché resta il leader del reparto arretrato per grinta e personalità malgrado sia rimasto troppo fermo in occasione della rete di Mazzocchi. —
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