Gioco
L’emozione di Alvini «Venivo all’Arena a studiare Ventura...»
L’allenatore della Reggiana svela un curioso precedente: «Portavo il mio Tuttocuoio a vedere giocare il Pisa»
PISA
Massimiliano Alvini si avvicina al suo esordio assoluto in B proprio contro quel Pisa che veniva a veder giocare ai tempi di Ventura quando allenava il Tuttocuoio in Promozione. Il tecnico di Fucecchio ne ha fatta di strada e ora è pronto a dar battaglia con la sua Reggiana che torna in B dopo 21 anni.
Buongiorno mister, quali sono le sue emozioni in vista del debutto contro il Pisa?
«Quando ho iniziato ad allenare quasi vent’anni fa non avrei mai pensato di arrivare in B attraverso una scalata continua. È bello ed emozionante debuttare proprio contro il Pisa».
Che avversario è il Pisa?
«Ho grande stima per D’Angelo con il quale ho frequentato il corso a Coverciano. Se arrivano Palombi e Mazzitelli la squadra si rinforza molto. Poi il Pisa mi riporta alla mente un ricordo in particolare».
Quale?
«Quando allenavo il Tuttocuoio portavo spesso la squadra a veder giocare il Pisa di Ventura in B. Prima della partita mangiavamo sempre un panino tutti insieme fuori dallo stadio. Con Cioni, uno dei miei collaboratori, scherzavamo sul fatto che se un giorno sarei tornato all’Arena da professionista avrei ripetuto quel rito. E così è stato quando ci siamo affrontati in serie C. I tifosi non mi hanno riconosciuto».
Mangerà un panino anche domenica?
«No, ma una cosa la voglio dire. Reggiana-Pisa senza tifosi è un vero peccato. Sono convinto che a condizioni normali ci sarebbero stati almeno 15mila spettatori. Oltre ad essere un allenatore amo il calcio e sono da sempre affascinato da questo tipo di partite. Sarebbe stata una splendida domenica di sport per Reggio» .
Poteva diventare allenatore del Pisa qualche anno fa?
«Ai tempi in cui c’era il presidente Battini sono uscite delle voci, però nulla di concreto».
Veniamo al campo. Debutterete con tante assenze, è preoccupato?
«Mancheranno Venturi, Rozzio, Rossi, che è squalificato, e Varone non è ancora pronto. Ma questo non mi spaventa. Me compreso siamo quasi tutti debuttanti, ma abbiamo grandi motivazioni e voglia di far bene. Sono convinto che possiamo centrare l’obiettivo salvezza».
È una specie di A2 questa B?
«No, diciamo che è la B più difficile degli ultimi anni con squadre di altissimo livello a cominciare da Monza e Lecce. Noi siamo orgogliosi di essere in questo campionato. E diremo la nostra» .
È dispiaciuto per come si è chiusa la questione Matteo Di Gennaro con il Livorno dopo che era già stato ufficializzato il suo passaggio alla Reggiana?
«Dispiace soprattutto per lo stato d’animo del calciatore che avevo voluto fortemente per rinforzare la difesa. Il suo mancato arrivo non è dipeso dalla volontà della Reggiana».
Il vostro capitano Spanò ha smesso di giocare a 26 anni per proseguire gli studi all’estero dopo essersi laureato in Economia e Management. Come giudica questa scelta?
«Spanò da calciatore poteva arrivare in serie A. È una scelta coraggiosa e che ovviamente rispetto. È un uomo con dei valori eccezionali e merita tutti i successi che ha ottenuto» . —
Andrea Chiavacci
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