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La Canottieri Arno sale sulla vetta d’Italia Tre ori e un argento ai campionati assoluti

La Canottieri Arno sale sulla vetta d’Italia Tre ori e un argento ai campionati assoluti

Il coach Marazzato: un importante insegnamento a non arrendersi mai nonostante le critiche e le delusioni

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Gli specialisti dell’acqua piatta sono tornati all’Idroscalo di Milano per l’evento clou del calendario nazionale, i Campionati Italiani 2020 di canoa velocità e paracanoa. Sono scesi in acqua quattro atleti della Canottieri Arno a caccia del tricolore: Enrico Beghini per la categoria Senior ed Enrico Donatelli, Leonardo Doveri e Matthew Maglia per la categoria Ragazzi. Gli atleti si sono dati battaglia sulle distanze olimpiche (200, 500 e 1.000 metri) e sulla lunga distanza dei 5.000 metri con il Campionato Italiano di fondo.

Il programma si è aperto con la disputa delle gare sui 1.000 metri. La costanza di Doveri, in K1, viene premiata con il raggiungimento della semifinale, dove non riesce però a concludere la gara in seguito ad una caduta, impedendo di mettere in luce il suo vero valore in quel percorso, fino a quel momento buono.

Si ferma in semifinale anche il K1 di Beghini, scontratosi con i big della canoa azzurra: ottimo comunque il tempo da lui conseguito.

Arriva invece un meritato oro per il K2 di Donatelli e Maglia, facendo registrare l’ottimo tempo di 3’32.96 in una gara mozzafiato: dopo aver preso subito la finale diretta, la affrontano con il giusto mix di carica e tensione, dominandola in maniera sublime e concludendo con una barca di vantaggio. Si aggiudicano così il titolo di campioni italiani.

Il giorno seguente è stata invece la volta delle prove sui 500 metri. Doveri si ferma in batteria con un buon tempo, ma non tra le sue migliori prestazioni. Beghini avanza fino alla semifinale, dove conclude un ottimo percorso nei limiti delle sue possibilità: anche questa volta gli avversari sono notevoli. Consapevole a questo punto delle sue possibilità, fa una partenza fulminea in batteria il K2 Donatelli-Maglia, conquistando ancora una volta la finale diretta: malgrado la partenza toppata, 150 metri dopo guadagna terreno, portandosi in prima posizione con un discreto distacco e tagliando il traguardo in soli 1’39.88. Arriva così il secondo titolo italiano per la Canottieri Arno.

Si prosegue il giorno successivo con gli sprinter sui 200 metri che i Ragazzi rossocrociati disputano tutti in k1. Doveri si ferma in batteria, mentre continuano le gare per Maglia e Donatelli. In semifinale Maglia taglia il traguardo in quarta posizione e manca la finale per soli quattro centesimi: un ottimo risultato considerando che non si tratta della sua distanza.

Donatelli raggiunge e affronta la finale con un epilogo da photofinish da mettere in difficoltà pure la giuria: arriva secondo per otto millesimi.

Domenica invece ha lasciato spazio alla lunga distanza dei 5.000 metri.

Beghini e Doveri, partono entrambi bene, portandosi subito avanti e tagliano il traguardo, nelle rispettive categorie, in undicesima e diciottesima posizione.

Torna in acqua il K2 Donatelli-Maglia: con una grande partenza, si porta subito nel gruppo di testa; affronta il primo dei tre giri di boa previsti con due equipaggi avversari in scia, ma prontamente il K2 pisano scatta lasciandosi a poppa tutti gli altri concorrenti. Conclude il percorso in prima posizione, con ben trenta secondi di vantaggio, in una gara senza storia, che già dopo mille metri vede assegnato il titolo italiano sul fondo.

Trasferta da record per la sezione canoa delle Canottieri Arno, che dopo nove anni (sedici per la categoria Ragazzi) riporta a casa il titolo italiano nelle categorie giovanili; ma anche per il K2 Donatelli-Maglia, che, con la sua tripletta di ori, lascia il segno: per la prima volta nella storia della Società, vengono vinti tre titoli dal medesimo equipaggio su tre distanze diverse all’interno di un’unica manifestazione.

Il duro lavoro degli ultimi tre anni, sotto la guida dell’allenatore Giacomo Marazzato, è stato ripagato, dimostrando l’ottima preparazione di tutti gli atleti.

«Un importante insegnamento di vita a non arrendersi mai, nonostante le critiche e le delusioni. Andare sempre avanti e lottare a testa bassa - conclude Marazzato - perché non c’è meta troppo alta per chi vi si prepara con pazienza». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA



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di Redazione web