Toscana
Il Pontedera a fari spenti alla ricerca del post-De Cenco Di Bella: che bravi i ragazzi
Pontedera
Tra campo e mercato, il Pontedera si avvicina all’inizio ufficiale della stagione, che, salvo sorprese, prenderà avvio domenica 27 settembre. Da una parte, i granata devono ancora chiudere il colpo in attacco in sostituzione di Caio De Cenco; dall’altra invece i ragazzi di Ivan Maraia, nelle due amichevoli sin qui disputate contro Empoli e Spal, hanno dimostrato di essere già ad un buon punto della propria preparazione.
«Siamo in quella fase di inizio stagione in cui, come in tutti gli anni, si cominciano a vedere i primi risultati del lavoro svolto sul campo - dice Simone Di Bella, socio e responsabile del settore giovanile del Pontedera -. Speriamo di essere sulla buona strada, anche se per ora sembrerebbe proprio così». Per dare quel tocco in più alla squadra, come detto, servirebbe l’ingresso di un attaccante. «Manca il sostituto di De Cenco, è vero, ma il direttore Paolo Giovannini ci sta lavorando - continua -. Il colpo non è ancora pronto, ma la società è vigile ed attenta, e il direttore sta aspettando solo il momento giusto».
Intanto, in attesa dei più grandi, ci hanno pensato i giovani a far gioire i tifosi granata. «La vittoria degli Allievi al trofeo “Nereo Rocco” è una grandissima soddisfazione - commenta Di Bella -. Questo testimonia il lavoro che stiamo facendo e quello che vogliamo fare per il futuro: investire sul settore giovanile, valorizzare i nostri calciatori e cercare di inserirne alcuni in prima squadra in modo graduale». Del resto, lo stesso Di Bella aveva raccontato a Il Tirreno come la società avesse voluto fortemente rafforzare il proprio settore giovanile per competere ad ogni livello. «Visto? Che avevo detto?», scherza. «A parte tutto, gli Allievi e lo staff tecnico hanno fatto una grandissima cosa ed a loro vanno i miei complimenti».
In chiusura, una battuta sull’inizio del campionato e sulle difficoltà dei club a ricominciare senza il pubblico sugli spalti. «Se ripartiamo senza spettatori non è bello - dice Di Bella -. Personalmente riesco ad immaginare il calcio solo con il pubblico: le partite sono una festa, un momento per gioire e soffrire insieme». La prospettiva, però, è quella degli stadi chiusi. «Preferirei cominciare un paio di settimane dopo con il pubblico - conclude - ma non credo che sarà così». —
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