Il Tirreno

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domani la messa in suo ricordo 

Un anno fa la scomparsa di Di Filippo nel 1994 salvò il Pisa dal tracollo

Antonio Scuglia
Un anno fa la scomparsa di Di Filippo nel 1994 salvò il Pisa dal tracollo

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Pisa

Non ha mai parato un rigore con la maglia del Pisa o fatto un gol alla porta avversaria. Ma se il Pisa oggi è in serie B e non ha mai conosciuto l’onta di dover ripartire dalla Terza categoria lo deve anche a lui. Parliamo di Pasquale Di Filippo, il magistrato, scomparso un anno fa, che in occasione della dichiarazione di stato di insolvenza del Pisa Sc di Romeo nel 1994 riuscì, con un lavoro appassionato e certosino, a tenere in vita la società (era all’epoca il giudice del Tribunale fallimentare) finché la nuova proprietà Gerbi-Posarelli-Meliani-Barachini la rilevò evitandola catastrofe.

Di fatto il giudice, con rigore e al tempo stesso con quel pizzico di flessibilità dovuto alla grande conoscenza del mondo del calcio, evitò gli scenari peggiori conseguenti dal dissesto finanziario e agevolò una transizione idonea a salvare il salvabile: ciò consentì di ripartire dall’Eccellenza nel 1994/95 e di tornare tra i professionisti dopo solo due anni.

Nato a Capaccio (Salerno) nel 1932, il giudice Di Filippo morì improvvisamente per un malore il 22 agosto dell’anno scorso in Campania, dove si era appena recato per porgere l’estremo saluto a suo fratello Giuseppe appena deceduto.

Il funerale si tenne il 24 a Pisa, in una chiesa di Barbaricina gremita nonostante il periodo feriale, il gran caldo e la difficoltà per la famiglia di avvisare amici e conoscenti.

«L’unica consolazione – dice il figlio Marcello, docente universitario a Pisa – è che se n’è andato velocemente come sempre si era augurato… diciamo “più presto di subito”, come era soprannominato in ufficio. Inoltre, ha avuto il saluto da parte di parenti e amici sia nel suo paese di origine che nella sua città di adozione, l’amata Pisa. Adesso riposa in pace nel cimitero di San Piero a Grado, come lui desiderava».

L’anniversario della morte sarà ricordato in una messa domani alle 18, nella chiesa di Barbaricina.

Amante di tutti gli sport e in particolare del ciclismo e del calcio, Pasquale di Filippo era un grande tifoso del Napoli, e a Pisa accompagnatore ufficiale delle squadre di calcio e di basket nelle quali giocavano i figli e grande consigliere di tattiche.

Uomo attivo, amava leggere, aggiornarsi, andare in bici soprattutto con quella da corsa, che ha utilizzato fino a luglio 2019 e con la quale ha fatto moltissimi chilometri nei dintorni di Pisa e Lucca, sia con gli amici e che da solo.

Ogni mattina si ritrovava con gli amici di vecchia data per prendere il caffè e fare quattro chiacchiere, alternandosi tra il bar Enrico sull’Aurelia e un noto bar del centro soprannominato "Lo Spizio" dal gruppetto di arzilli pensionati.

Iniziata la carriera magistrato nel 1968 come pretore a Domodossola, nel febbraio 1972 ottenne il trasferimento a Pisa, dove esercitò le proprie funzioni sino al pensionamento avvenuto nel febbraio 1999, con il grado di magistrato di Cassazione idoneo alle funzioni direttive superiori. Fu anche pretore a San Miniato, giudice istruttore in materia penale, giudice civile, giudice delegato alle procedure concorsuali, alle esecuzioni immobiliari e alla tenuta del registro delle società, e presidente della Commissione Tributaria. Nel 1999 ricevette l’onorificenza di Grande Ufficiale dell’Ordine “Al Merito della Repubblica Italiana” conferita da Carlo Azeglio Ciampi. —



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