Sicurezza
Tifosi allo stadio, Pisa seconda squadra toscana
Quinti in B, trentesimi in Italia. Ma i danni economici della chiusura degli spalti sono stati davvero ingenti
Pisa
Nella stagione 19-20 il Pisa è stato il secondo club toscano per media spettatori allo stadio, e il trentesimo in Italia; in serie B hanno fatto meglio solo Frosinone, Benevento, Salernitana e (per 5 presenze a partita!) Perugia.
Nella nostra regione, come vedete nella tabella a fianco (i dati per A, B e C sono tratti da stadiapostcards.com) ovviamente vince la Fiorentina per distacco: è chiaro che tra affrontare in casa la Juve di Torino o la Juve di Castellammare di Stabia la differenza di attrattiva è notevole. Ma a livello di cadetteria lo scarto con l’Empoli e il Livorno è stato notevole.
E sarebbe probabilmente andata meglio nelle cinque partite giocate a porte chiuse, a partire da quella con gli amaranto: è lecito ipotizzare che a fine stagione avremmo comodamente superato quota ottomila e forse rimonta più di una posizione. Perugia a parte, la Salernitana, terza nella graduatoria delle squadre più seguite sugli spalti, era a quota 8.100 prima della chiusura degli spalti.
Nella tabella si nota fra l’altro come Lucchese e Grosseto, due dei tre club di D che prendiamo in considerazione in quanto capoluoghi di provincia, abbiano fatto molto meglio della maggior parte di quelli di C.
Le cinque partite a porte chiuse all’Arena di certo hanno fatto piangere il cassiere del Pisa: ottomila spettatori portavano 86mila euro in media a partita, quindi c’è un danno diretto di 430mila euro. In realtà la perdita è molto, molto superiore, fra contratti pubblicitari e sponsorizzazioni sospesi, spese superiori (150mila euro solo di tamponi, test e trasferte riprogrammate) e così via.
I mancati introiti hanno portato molti club, soprattutto (ma non solo) in C, sull’orlo della bancarotta. Da questo punto di vista, Pisa è stata un’isola felice o almeno molto meno infelice della media delle altre. Basti pensare alle dichiarazioni di Fabrizio Castori alla Gazzetta dello Sport: «Provo tanto dispiacere e tristezza, - ha detto il tecnico del Trapani (che ora pare pronto a firmare per la salernitana) - nel vedere vanificati gli sforzi di una squadra che ha fatto un campionato strepitoso. Fa male vedersi sbattere in faccia una retrocessione per superficialità. Forse c’era poca fiducia nei nostri confronti forse si pensava che non saremmo stati capaci di riuscire nella rimonta. I ragazzi invece sono stati esemplari. Mi dispiace molto per i ragazzi, per i dipendenti, per i tifosi, per la città che mi ha accolto in maniera meravigliosa. Non posso sottacere però il decadimento etico e morale di certi comportamenti».
Da parte nostra, anche se non c’è contro prova, siamo sempre convinti che quattro stagioni fa, senza la penalizzazione lasciata in eredità dai Petroni, il Pisa si sarebbe salvato anche sul campo.
Ma ora bisogna pensare al futuro e non al passato. Il Pisa quest’anno ha acquisito esperienza in una categoria che nella prossima stagione presenterà difficoltà maggiori grazie anche all’arrivo di quattro agguerrite neopromosse, Monza in testa, e di tre squadre scese dalla A che hanno fretta di tornare su. Quindi la squadra di D’Angelo va ulteriormente rinforzata per puntare decisamente alla parte sinistra della classifica. Su uno degli obiettivi di mercato, l’atalantino Andrea Colpani (cartellino valutato 500mila euro da transfermarkt.it) si è fiondato anche il Monza, oltre al Lecce che già vorrebbe prendersi il “nostro” Vido. I giocatori seguiti con attenzione da Gemmi e Giovanni Corrado nei mesi scorsi sono moltissimi: dopo un weekend di salutare riposo, la dirigenza pisana da oggi si rimette al lavoro per cominciare a stringere qualche contatto, per arrivare al 26 agosto (data di inizio del ritiro) con la rosa al completo o quasi. —
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