Attenzione
Gemmi “congeda” Pinato e trattiene Moscardelli
Il direttore sportivo rivela: il centrocampista torna al Sassuolo per stare in A L’esperto attaccante potrebbe lasciare il calcio ma rimanere in nerazzurro
PISA
Gli obiettivi non si dichiarano, si raggiungono. Lo ha detto ieri il diesse del Pisa Roberto Gemmi durante la lunga intervista con Lorenzo Buconi sulla pagina Facebook di Gianluca Di Marzio, popolare giornalista di Sky. Gemmi ha parlato a 360 gradi del mondo Pisa rispondendo anche ad alcune domande dei tifosi. Il segreto di questo Pisa che in due anni ha conquistato la B e sfiorato i playoff per la A secondo Gemmi nasce proprio dall’intesa: «Bisogna restare umili e cercare sempre di migliorarsi. C’è unità d’intenti e grande dialogo tra noi. Abbiamo una buona alchimia. D’Angelo penso sia un predestinato. In passato è stato sottovalutato, ma credo che sia un allenatore con grandi contenuti e molto pragmatico». Si parla tanto delle emozioni che regalano i tifosi («senza pubblico non è calcio«), del fatto che ha imparato il dialetto pisano e anche di scaramanzia. «Se a Trieste indossavo un cappotto è colpa di Lisi - sorride Gemmi -. Fu lui a dirmi di tenerlo fino a fine stagione visto che lo indossai dopo la sconfitta con l’Arezzo e da lì in avanti non abbiamo più perso una partita». Ora andrà in giro per la città scalzo come aveva promesso in caso di salvezza, ma lo farà in privato e lontano dai media.
Si parla anche di mercato. «La trattative più difficile è stata quella per Caracciolo a gennaio», svela Gemmi, che poi parla di Gori, un portiere con cui il Pisa è riuscito a fare una plusvalenza di un milione di euro dopo averlo preso a costo zero dal Bari: «Con Stefano ho un rapporto molto forte. È un ragazzo d’oro e in questi due anni è cresciuto tantissimo. Giocherà tanti anni in A». Chi sarà l’erede di Gori? «Abbiamo sei portieri. Su Perilli sono fiducioso, poi abbiamo preso Loria, che è un prospetto interessante e sono convinto che calcherà palcoscenici importanti». E Dekic? «Anche lui è un giovane su cui abbiamo deciso di puntare già a gennaio. In futuro può diventare titolare, bisogna saperlo aspettare. Abbiamo altri giovani interessanti, ad esempio il centrocampista Pompetti». Un giocatore molto richiesto a gennaio è stato il bomber Marconi: «Michele è sempre stato sulla cresta dell’onda, aveva bisogno di fiducia e con D’Angelo l’ha trovata. Per le sue qualità un giro in serie A lo meritava anche lui». Sui rinnovi dei prestiti Gemmi ha le idee chiare: «Varnier e Vido ci interessano, ma non dipende solo da noi». Pinato tornerà al Sassuolo? « Penso che il ragazzo cercherà di giocarsi almeno per sei mesi qualche chance in serie A». Il futuro di Moscardelli? «Mosca è uno di noi. Basta mettersi intorno ad un tavolo. Sta pensando di lasciare il calcio, resta da capire cosa vuol fare. In questi due anni si è dimostrato leader in campo e fuori». Vi interessa Bonazzoli? «Per ora non ci ho pensato». Gemmi infine paragona il Pisa ad un quadro di Leonardo da Vinci: «La tela però va ancora completata».—
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