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una curiosa statistica 

Salvezza tranquilla e basta? Al Pisa non succede mai

Massimo Berutto
Salvezza tranquilla e basta? Al Pisa non succede mai

Negli ultimi 25 anni  la squadra nerazzurra  da neopromossa (in C2, in C1  o in B) ha quasi sempre avuto un finale di stagione “caldo” 

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PISA

I nerazzurri, nonostante la sconfitta di Cosenza, rimangono in corsa per i playoff. Il nuovo obiettivo senz’altro non rappresenta un’ossessione per una squadra che inizialmente puntava a salvarsi, ma sicuramente è un’opportunità per cui vale la pena sudare e trepidare nelle ultime due giornate della stagione regolare. Mai negli ultimi 25 anni il Pisa da neopromosso (in C2, in C1 o in B) si è accontentato o si è potuto accontentare di una tranquilla salvezza. In un caso è retrocesso subito, dalla B nel 2016-17, disperdendo nei problemi societari l’entusiasmo e i valori tecnici di una rosa che nel girone d’andata si era fatta valere.

In tutti gli altri precedenti degli ultimi cinque lustri il team rossocrociato ha lottato immediatamente per qualcosa di importante, che fossero gli spareggi-promozione o l’ammissione dalla terza serie alla Coppa Italia maggiore.

I SOGNI DEL PASSATO

Nel 1996-97 il Pisa di Paolo Andreotti e Gerry Cavallo, al debutto in C2, vide svanire i playoff all’ultimo turno. Il sesto posto, che adesso anche in C lascia aperta la porta della gloria, allora non fu sufficiente. Nel 1999-2000, al primo anno in C1, subito la seconda posizione (ad un punto dalla vetta) e conseguentemente la qualificazione alle sfide-promozione (perse con il Brescello). Anche al ritorno in B nel 2007-08 sogno immediato di salire ancora più alto, dalla sesta posizione alla doppia semifinale persa con il Lecce. Il successivo approdo in C1 nel 2010-11 (dopo il fallimento societario del 2009) fu più sofferto, ma l’accelerazione finale realizzata dall’arrivo di Dino Pagliari in panchina permise qualcosa in più di una tranquilla salvezza, aprendo le porte alla Coppa Italia di A e B.

I TRENI NON PASSANO OGNI ANNO...

Non raggiungere gli spareggi non sarebbe una sconfitta, ma provarci fino in fondo è un dovere, perché non è detto che la stessa occasione possa capitare ogni anno, anche ad una società che decida di alzare l’asticella dei propri obiettivi. Ai mancati playoff di C2 del 1996-97 seguì un decimo posto e solo al terzo tentativo il Pisa salì in C1. Dopo il “sogno B” svanito nel 2000 i nerazzurri dovettero aspettare 3 anni per riprovarci nei playoff e 7 per vincere. Dagli spareggi per la A del 2008 si passò addirittura alla retrocessione e al fallimento, ovviamente senza una compagine societaria solida come quella attuale. Il Pisa rinato dall’ultimo crack, dopo la promettente rimonta del 2011, dovette attendere il 2013 prima di accedere ai playoff per l’accesso in B e al 2016 per ottenere il salto di categoria. —

Massimo Berutto

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