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Pisa-Ascoli, domani i tifosi scorteranno la squadra nerazzurra verso lo stadio

Antonio Scuglia
Pisa-Ascoli, domani i tifosi scorteranno la squadra nerazzurra verso lo stadio

Gli ultras: grazie mister, grazie ragazzi. Ora fate il massimo, per noi la partita con i bianconeri è importantissima 

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La brutta prestazione di Cosenza, che mette in forse la conquista dei playoff, non cambia di una virgola il giudizio sulla stagione del Pisa, da promuovere senza debiti formativi, anzi a pieni voti.

All’inizio della stagione, mentre a pochi chilometri di distanza Brignola mostrava felice la maglia amaranto spiegando che Livorno lo aveva emozionato e Pisa no, il Ds nerazzurro Roberto Gemmi dichiarava: «Sarò chiaro, perché altrimenti rischiamo di passare per presuntuosi. Se il Pisa si salva all’ultima giornata di campionato vado scalzo per tutta la città. L’obiettivo principale è la salvezza». E ancora: «Dobbiamo restare con i piedi per terra perché in B abbiamo poco da insegnare e molto da imparare».

Non c’è nessun bisogno che Gemmi si ustioni la pianta dei piedi. Gli osservatori hanno lavorato bene, lui e Giovanni Corrado hanno allestito una bella squadra, l’hanno ulteriormente rinforzata a gennaio e la salvezza è arrivata senza spareggi e addirittura con due giornate d’anticipo.



I playoff? Le probabilità sono diventate sfavorevoli, la Sisal ora quota a 16 la promozione del Pisa (venerdì pomeriggio la quotava a 9); ma nulla vieta di provarci. Non vanno fatti calcoli: bisogna battere l’Ascoli domani sera all’Arena; poi si riguarderà la classifica in vista dell’ultima sfida, venerdì 31 a Frosinone.



I gruppi organizzati della Curva Nord Maurizio Alberti, con un comunicato diffuso ieri sera, invitano tutta la tifoseria neroazzurra a presentarsi lunedì, nel pre-partita, «per ringraziare il mister e i ragazzi della preziosa salvezza ottenuta, e per incitarli ad ottenere comunque il massimo delle due ultime gare di campionato, a partite da quella, per noi importantissima, con l’Ascoli».

Non ci saranno ritrovi davanti all’hotel o allo stadio. I tifosi sono invitati a presentarsi in motorino, e ad aspettare il passaggio del pullman nerazzurro lungo il percorso da AC Hotel all’Arena Garibaldi. Indicativamente, dalle ore 18. 50, nella zona tra il distributore e la rotonda.

«Al passaggio del mezzo, - spiegano gli ultras - faremo corteo e scorta in movimento. Quando il pullman raggiungerà l’Arena, il corteo si scioglierà spontaneamente. L’invito è a seguire le indicazioni dei gruppi e a comportarsi in modo consono alla situazione attuale».

Allo stadio ovviamente non si potrà entrare. E in questi giorni è emersa un’altra polemica. Firme in questura per le partite “vere” in casa e fuori, e per le amichevoli sono obbligatorie per molti tifosi sottoposti a Daspo. Ma desta stupore - non solo negli ultras - che siano obbligatorie anche ora che allo stadio non può andarci nessuno: i gruppi della Curva Nord chiedono la sospensione del provvedimento.



La sconfitta di Cosenza, in sé, lascia un po’ di amarezza come tutte le sconfitte. Ma lascia anche in eredità un dubbio interessante.

Perché abbiamo perso con i Lupi? Intanto consideriamo qualche attenuante, in primis l’assenza improvvisa dell’uomo più in forma, Vido, che aveva compiuto l’impresa di non fare rimpiangere nelle ultime 3 partite Gaetano Masucci. Detto questo, errori ce ne sono stati troppi, non solo la ruvidezza dei piedi di Benedetti play difensivo per mezza partita e le incertezze di Lisi sui due gol avversari (peraltro Lisi, giocatore da serie A in fase offensiva, tutto è fuorché un difensore).

I cambi, anche tattici, nella ripresa, hanno funzionato. Il 2-1 però non è casuale, e giunge in un finale nel quale il Pisa aveva tirato troppo i remi in barca. Poco prima c’erano stati una punizione pericolosa dal limite (benché frutto di una simulazione di Belhouli), un rigore richiesto dai cosentini (ma l’arbitro lì non ha abboccato) e la traversa piena di Sciaudone al 91’. Poi potremmo anche ricordare che Asencio ha segnato al minuto 92’40”, il gioco è ripreso solo al minuto 94’00” ma Rapuano ha fatto recuperare 0 minuti, 0 secondi e 0 centesimi del tempo perso.

E il dilemma, o il dubbio. dov’è? Eccolo. Il Pisa ha perso perché ha gestito male il finale di gara o perché a quel punto gli avversari avevano più fame? Da questo dipende molto. Perché la squadra tecnicamente sta crescendo, l’intelaiatura per la prossima stagione c’è già.

E forse, dopo questo primo anno di apprendistato, lavorare sulla mentalità per diventare anche in B una squadra “prepotente” come l’anno scorso in C potrebbe aprire delle prospettive davvero molto interessanti. —



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