Gioco
«I sei mesi peggiori della mia vita» ma con 200mila motivi per consolarsi
Le polemiche dopo l’esultanza al veleno dello spagnolo venerdì in diretta su Dazn
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Non è mai sbocciato l’amore fra Pisa e il centravanti spagnolo Raul Asencio, che venerdì sera dopo aver segnato il decisivo 2-1 per il Cosenza attaccante del Cosenza, ha dichiarato su Dazn: «Lacrime? Sono soprattutto di rivincita perché a Pisa ho passato i 6 mesi più brutti della mia vita come calciatore e questo non lo posso dimenticare. Poi lì tanta gente mi ha anche insultato, aggredito... ma l’altro giorno il mister ha accettato che è stata solo colpa sua perché non mi ha mai fatto giocare».
Più che una punta di veleno, diremmo una pinta.
Che l’amore non sia sbocciato è un peccato. Il ragazzo (187 cm per 78 kg), assistito da Mino Raiola (quello di Ibra) non è sicuramente scarso, come giocatore. Il 15 luglio 2015 sbarcò in Italia, acquistato dal Genoa. Reti a valanga nelle giovanili, poi tre prestiti consecutivi in B: Avellino, Benevento e Pisa. All’ombra della Torre non si è mai inserito nel gruppo, tanto che a dicembre, proprio alla vigilia di Pisa-Cosenza, D’Angelo spiegava: «Non è entrato nella logica giusta. Ho preferito metterlo da parte e sarà così fino alla fine della stagione. Questo perché tutelo il gruppo anziché il singolo giocatore. Non è sbocciato l’amore calcistico. Forse avremmo avuto bisogno, ma abbiamo bisogno di giocatori che vadano in campo con l’elmetto dello stesso colore, quello neroazzurro».
Valigia pronta, Asencio restituito al Genoa e il 17 gennaio ecco il passaggio in prestito al Cosenza dove esplode: compresa la sfida col Pisa 13 gare (tre le ha saltate per squalifica) per 743 minuti giocati, 7 reti, una media strepitosa. Alla vigilia della patita del San Vito diceva: «Bisogna che faccia un’ammissione di colpa, obiettivamente qui non gli ho dato lo spazio per giocare, ma lui a Cosenza ha dimostrato di saper fare bene: si vedeva anche qui che era un buon giocatore, ma in Calabria ha fatto molto bene. La responsabilità del suo poco impiego è da dare a me». Un signore. D’Angelo, intendiamo.
Poteva essere più signore , nell’intervista, Asencio, che a Pisa non ci risulta sia mai stato aggredito da chicchessia. E che comunque per affrontare quei sei mesi così brutti, se le cifre di cui si parlava a inizio stagione sono vere, ha pur sempre intascato circa 200mila euro netti. –
Antonio Scuglia
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