Sicurezza
«Daspo, perché le firme con le gare a porte chiuse?»
I gruppi della Nord: «Surreale che i nostri compagni non possano prendersi una giornata libera con la famiglia, perché c’è da onorare l’assembramento in Questura»
PISA
In una situazione normale, nonostante i quasi mille chilometri di distanza, centinaia di pisani stasera sarebbero stati a Cosenza. Ma è un calcio senza spettatori, quello del dopo-lockdown, e presenta anche con altre stranezze. Una delle quali riguarda diversi tifosi del Pisa: una vicenda sinora sconosciuta e che è stata resa nota dai gruppi organizzati della Curva Nord Maurizio Alberti.
«Scriviamo queste righe – recita una nota diffusa ieri dagli ultras del Pisa – per rendere noto l’ennesimo surreale episodio di repressione che stiamo vivendo, a livello di Curva Nord. In un momento dove l’attenzione dovrebbe andare a ben altro, fra pandemia e crisi economica, chi di dovere non vuol mollare la presa su alcuni ragazzi che devono continuare non solo a scontare il Daspo, ma anche a firmare quando gioca il Pisa».
Quindi non c’è nessuna partita da vedere (anzi, che nessuno può vedere) restano gli obblighi che ci sarebbero a conduzioni normali.
«Avete letto bene, - dicono i tifosi. - Il calcio è a porte chiuse, e alla partita non si può andare, ma c’è chi deve recarsi a firmare (tre volte, se si gioca in casa) per dimostrare che non è ad un evento sportivo, cui comunque non potrebbe accedere».
Continua il comunicato della curva Nord: «Né lui né altri, se non i pochi accreditati delle Società. I nostri compagni non possono andare allo stadio, ma non possono neppure prendersi una giornata libera con la famiglia, perché c’è l’assembramento in Questura da onorare».
È una vicenda finora sconosciuta: «Una situazione già definita surreale, - dicono i gruppi della Curva Nord Maurizio Alberti, - in merito alla quale vogliamo sensibilizzare l’opinione pubblica e tutta la città, perché questa vergogna non passi sotto silenzio e sia conosciuta da tutti».
La conclusione è piuttosto sconfortante, scrivono i tifosi. «In tempi di pandemia, e di difficoltà in ogni campo della vita e della società civile, l’Ultras, non solo a Pisa, ma in tutta Italia, rimane soggetto da colpire». La soluzione? Non ci sono “regali” richiesti o pretesi, ma qualcosa di molto più pratico (e non illogico). Scrivono infatti gli ultras: «Non chiediamo sconti o favori. Chiediamo onestà di giudizio e che si sospendano almeno le firme dei Daspo fin quando non sarà consentito ai tifosi di tornare ad affollare curve e gradinate». —
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