Gioco
«Il Pisa può sognare, i playoff sono un obiettivo possibile»
Aldo Dolcetti, a segno nell’ultima vittoria dei nerazzurri a Cosenza, nel 1989 non è sorpreso dei risultati ottenuti fin qui. «La società è solida e dà sicurezza»
pisa
L’ultima vittoria del Pisa a Cosenza è datata 3 dicembre 1989. Un netto 4-1 firmato da una tripletta di Lamberto Piovanelli e da un gol di Aldo Dolcetti nell’anno dell’ultima promozione in A del Pisa. Il fantasista nerazzurro di quegli anni fantastici ci parla del Pisa di oggi in attesa di tornare in pista dopo i cinque anni passati alla Juventus con Massimiliano Allegri dove ha vinto 5 scudetti come stretto collaboratore del tecnico livornese che ha conosciuto ai tempi del Milan.
Salve Dolcetti, segue ancora la squadra nerazzurra?
«Guardo sempre il risultato del Pisa, anche se questa è stata una stagione strana. Nonostante fossi fermo non sono potuto venire allo stadio. Vivo a Fauglia e resto legatissimo al Pisa. Sono contento di come stanno andando le cose».
La sorprende l’andamento del Pisa che da neopromossa sta lottando per i playoff?
«Non mi sorprende più di tanto perché il campionato di B è sempre molto equilibrato. La storia ha dimostrato che diverse squadre hanno fatto bene arrivando dalla Lega Pro, qualcuna ha fatto anche il doppio salto».
Quindi il Pisa può sognare?
«I playoff non erano l’obiettivo primario, ma la squadra sta facendo bene grazie a una stabilità societaria data dal presidente Corrado, che ho conosciuto e mi sembra una persona con le idee chiare. Pisa per prima cosa deve consolidarsi e per il momento lo sta facendo bene. Dopo tanti anni difficili mi sembra che siano arrivate le persone giuste».
Quali sono gli aspetti decisivi in un finale di campionato anomalo come quello attuale?
«La condizione climatica e l’aspetto mentale fanno la differenza. L’allenatore D’Angelo e lo staff hanno dimostrato di saper gestire con intelligenza la rosa. Con tante partite ravvicinate le cinque sostituzioni diventano importanti per far rifiatare tutti. Non puoi sbagliare e devi essere bravo a mettere meno pressione possibile, questo diventa più facile con un gruppo, solido, robusto e che sa stare insieme divertendosi».
Anche se non lo ha allenato direttamente al Milan ha incrociato un giovanissimo Luca Vido, dove può arrivare questo ragazzo?
«Lui e Fabbro erano già nelle giovanili quando io allenavo la Primavera dove si era messo in luce Pinato. Vido ha qualità importanti e penso che Pisa sia la piazza ideale per sfornare ragazzi promettenti. Purtroppo in questo momento manca l’atmosfera dello stadio, ma la città ti mette sempre in condizione di far bene perché vive di calcio ed è sempre appassionata».
A Cosenza nel 1989-90 Aldo Dolcetti ha segnato il suo unico gol in 4 stagioni in maglia nerazzurra. Che ricordo ha di quella partita e di quella stagione?
«Fu un campionato bellissimo. Eravamo un gruppo di qualità e soprattutto eravamo amici. Ancora oggi mi sento con molti compagni dell’epoca. Con Lamberto Piovanelli spesso ricordiamo quella partita di Cosenza quando a pochi passi dalla porta riusciì a segnare il mio unico gol in nerazzurro. Penso però che se ogni tre assist mi assegnavano un gol, avrei segnato molto di più. Scherzi a parte, penso che il mio contributo l’ho dato proprio mettendo in condizione i compagni di segnare». —
Andrea Chiavacci
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