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Un vero talento e non solo Vido, il segreto è nella testa

Andrea Chiavacci
Un vero talento e non solo Vido, il segreto è nella testa

L’attaccante nerazzurro sta regalando giocate e prestazioni eccellenti Dall’anno scorso si affida anche a una mental coach professionista 

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Il calcio e lo sport restano una questione di tecnica e di forza fisica, ma oggi più che mai l’aspetto mentale può fare la differenza. E per chi come l’attaccante del Pisa Luca Vido il talento lo ha di sicuro, non si toccano per puro caso la Primavera del Milan e la maglia di tutte le nazionali fino a quella dell’Under 21, la serenità interiore può permettere di raggiungere gli obiettivi prefissi. Ecco perché nella passata stagione l’attuale attaccante nerazzurro ha deciso di affidarsi a una mental coach professionista, su consiglio del compagno di squadra al Perugia Valerio Verre, oggi all’Hellas Verona.

Durante il lockdown, altro periodo cruciale per la testa dei calciatori, Vido svelò questo retroscena a Dazn: «Verre arrivò con me a Perugia, nei primi tempi non offriva grandi prestazioni, poi iniziò a lavorare con questa persona e le cose cambiarono nettamente in positivo» . Vido si incuriosisce e decide di approfondire: «Non sapevo di questa sua scelta, mi informai tramite i miei procuratori (la Wsa di Alessandro Lucci che da poco non assiste più Vido nda), gli stessi di Valerio, che mi illustrarono questa cosa. Ho deciso provare anche io e mi sto trovando davvero bene».

Vido lavora con Mara Bellerba della Sport Power Mind da oltre un anno e in un post su facebook di qualche mese fa aveva ringraziato la professionista: «L’unica parola che mi viene da dirle è grazie. Con lei ho riscoperto il piacere della vita, sono più forte, ma soprattutto mi sento più forte, in campo e fuori, allenando la mente in modi che mai avrei potuto immaginare. È riuscita a rendermi di nuovo felice e se affronti la vita col sorriso, prima o poi la vinci».

Una nuova consapevolezza che porta maggiore autostima in campo e fuori. Pochi giorni fa Vido ha cambiato procuratore affidandosi alla Player Management di Silvio Pagliari, fratello dell’ex allenatore nerazzurro Dino, e Michelangelo Minieri. Oltre a una forza mentale diversa, qui ha trovato una famiglia. Non solo perché la squadra di D’Angelo vive in simbiosi da due anni, ma perché ha ritrovato vecchi amici dei tempi della Primavera del Milan come Fabbro, Gori e Pinato.

Dopo la grande annata di Perugia, 32 presenze e 10 gol, non trovava spazio a Crotone, 11 presenze quasi sempre a gara iniziata. Poi l’Atalanta, che detiene il suo cartellino e crede ancora in lui, dà l’ok per il passaggio al Pisa. Arriva il gol dell’ex al Perugia, decisivo per i tre punti, e poi una continuità impressionante dopo il lockdown. Non solo per due gol in quattro giorni contro Virtus Entella e Trapani, ma per l’apporto che sta dando all’attacco già prima dell’infortunio di Masucci. Tecnica e cervello al servizio della squadra.

Adesso l’obiettivo è quello di centrare con il Pisa la quarta qualificazione di fila ai playoff dopo le due con il Cittadella e quella con il Perugia dove realizzò su rigore il gol che portò il Perugia ai supplementari nella sfida persa 4-1 in casa dell’Hellas Verona. Ora serve quel sangue freddo come nelle partite importanti giocate nella Primavera del Milan di Pippo Inzaghi, con cui ha vinto il torneo di Viareggio, o nella nazionale Under 21 di Gigi Di Biagio dove ha segnato 3 gol in 9 gare. —

Andrea Chiavacci

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