Gioco
Dalla sofferenza alla gioia: Vido, Marconi e Lisi si sono messi i giorni bui alle spalle
I primi due hanno ritrovato fiducia e confidenza col gol dopo lunghi digiuni, l’esterno è rinato con mister D’Angelo
PISA
Solo chi ha sofferto può godersi fino in fondo i momenti di gioia. Luca Vido, Francesco Lisi e Michele Marconi, i bomber che hanno piegato il Trapani, hanno molto in comune, al di là dei meri aspetti tecnico-tattici. Vido e Marconi sono entrambi risorti dopo lunghi periodi di digiuno da gol, ritrovando passo dopo passo la fiducia nei propri mezzi, con il costante sostegno di Luca D’Angelo, che mai ha smesso di far sentire concretamente la sua stima nei due attaccanti. Lisi invece sa cosa vuol dire lottare per emergere in D e in C fino all’età di trent’anni, sfinendosi su e giù lungo una fascia, e alla prima chance in B ha dimostrato sul terreno di gioco di poter valere almeno la categoria. In parte lo stesso discorso vale per Marconi, che, pur essendo partito dall’alto (nell’Atalanta e nel Grosseto), era rimasto a lungo impantanato in C, prima di riappropriarsi della cadetteria con una consapevolezza ben diversa da quella degli esordi. Uomini di tale tempra non possono fermarsi proprio adesso, davanti ad un sogno chiamato playoff.
LE DUE STAGIONI DI VIDO
L’attaccante di Bassano del Grappa ha diviso precisamente in due opposte metà il suo campionato, non solo perché ha cambiato casacca a gennaio. Nel Crotone era attesa la sua consacrazione, dopo i 10 gol siglati un anno fa nel Perugia, e invece bocca asciutta in Calabria e appena 4 chance da titolare. Un talento di proprietà dell’Atalanta, ansioso di farsi strada in B per tornare alla casa madre (come Marconi ad inizio carriera), per non perdersi aveva bisogno di ritrovare le proprie certezze. D’Angelo lo ha lanciato subito da titolare nelle prime 3 gare in cui il giovane era a disposizione. Pisa, che aveva assistito da avversaria alle prime due reti in B del suo futuro beniamino (nel 2017 con i colori del Cittadella), ha confermato di portargli fortuna, come il Perugia, che lo ha sbloccato subendo il classico gol dell’ex. L’infortunio di Masucci ha liberato ulteriore spazio, mandando in orbita il talento veneto, che ha saputo reinterpretare il ruolo di seconda punta secondo le proprie caratteristiche (maggiore prestanza fisica e una discreta determinazione a compensare la minore esperienza), segnando 2 reti nelle ultime 2 gare. E adesso, nell’auspicio di un pronto rientro dell’ex Entella, il modulo a 3 attaccanti (uno sulla trequarti e due in area di rigore), sperimentato anche nel finale contro il Trapani, potrebbe consentire di sfruttare a pieno il parco offensivo.
LA SECONDA VITA DI LISI
Il merito dell’esplosione di Lisi è da dividersi a metà fra le doti (atletiche e morali) del giocatore e le intuizioni tattiche di D’Angelo. Da ala, sinistra o destra, probabilmente l’esterno romano non sarebbe mai emerso dalla C, non godendo della qualità tecnica che serve per farsi strada in area di rigore o per rifinire sulla trequarti. La collocazione da esterno a tutta fascia o da terzino sinistro ha liberato le migliori doti dell’ex Juve Stabia, incontenibile quando si inserisce da dietro, cercando il fondo o accentrandosi, con un’impareggiabile capacità di corsa. Qualcosa concede in fase difensiva come nel caso del primo gol trapanese (nonostante l’impegno e i progressi degli ultimi 2 anni), ma è un prezzo che si paga volentieri ad un attaccante aggiunto, che propizia un gol (stavolta con un lancio dalle retrovie) e ne segna un altro, logorando sistematicamente i meccanismi arretrati delle formazioni avversarie.
ANDATA E RITORNO DI MARCONI
Il numero 31 ha percorso andata e ritorno dal paradiso agli inferi in carriera ed anche nel corso di questa stagione. Nelle prime 14 giornate di campionato il calciatore maremmano ha trasformato in oro quasi tutto ciò che ha toccato con i piedi o con la testa, raggiungendo agevolmente la doppia cifra fra i cannonieri. Un infortunio non gravissimo (al menisco) era bastato per rompere l’incantesimo, restituendo un calciatore sempre assente o in ritardo al passaggio dei palloni più invitanti. Tutto ciò che prima era stupendo era diventato improvvisamente terribile. Dal rientro in campo il 25 gennaio contro la Juve Stabia, Marconi ha trascorso 10 giornate di campionato senza segnare, diluite maledettamente dal lockdown. Proprio nel momento più difficile D’Angelo ha fatto avvertire al bomber la propria fiducia: dopo 2 gare da subentrato, separate da uno stop per squalifica, il centravanti ha sempre giocato titolare, sostituito solo 4 volte nelle ultime 12 partite. La cura ha avuto gli effetti sperati: Marconi ha di nuovo la calamita in area di rigore, soprattutto di testa, avendo segnato 4 reti negli ultimi 5 incontri. —
Massimo Berutto
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