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È partito il grande sprint Il Pisa venerdì a Trieste vuole blindare la salvezza

Antonio Scuglia
È partito il grande sprint Il Pisa venerdì a Trieste vuole blindare la salvezza

D’Angelo dovrà fare a meno di Masucci e Caracciolo ma darà battaglia Uscire indenni dal “Rocco” garantirebbe un finale di stagione da mina vagante

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Nerazzurri al lavoro a San Piero, e oggi è giornata di tamponi. Venerdì alle 21, a Trieste (domani la partenza con un volo charter) contro il Pordenone, D’Angelo dovrà rinunciare a Masucci e Caracciolo mentre ritroverà Pinato. La sfida con i Ramarri che inseguono il secondo posto (e quindi la promozione diretta in serie A) non è proibitiva ma sicuramente molto, molto impegnativa: in casa (ovunque sia “casa”: prima era Udine, ora Trieste, e senza tifosi) la squadra di Tesser ha totalizzato 10 vittorie, 4 pareggi e due sole sconfitte segnando 22 reti e subendone 9: solo il Benevento ha fatto meglio.



Alla ripresa degli allenamenti, il portiere Di Gregorio, uscito anzitempo dal Curi e ricoverato in ospedale (dove gli sono stati applicati cinque punti di sutura), ha osservato una giornata di riposo, mentre Gavazzi, Strizzolo, Gasbarro, Barison (oltre a Zanon) hanno sostenuto un lavoro differenziato. Per tutti gli altri una normale seduta di ripresa. Di Gregorio, salvo clamorose sorprese, col Pisa andrà al massimo in panchina: al suo posto giocherà Bindi, ex di turno, chiamato a sfruttare la chance. Il recupero degli altri quattro sarà valutato giorno dopo giorno, tenendo anche in considerazione la sfida di Crotone, in calendario soltanto 72 ore dopo il match col Pisa. Vista la sicura assenza di Camporese, che con la squadra della sua città sconterà l'ultimo turno di squalifica, è possibile che Barison sia chiamato a un recupero lampo e quindi a sistemarsi al fianco di Bassoli, molto positivo nelle ultime uscite e in generale quando viene chiamato in causa. C'è ottimismo per il recupero di Gavazzi, mentre è dura rivedere Gasbarro e Strizzolo.



Secondo Fabio Lupo, Ds del Venezia, la salvezza è fissata alla quota già raggiunta dal Pisa, visto anche l’alto numero di scontri diretti fra le squadre che lo seguono in classifica. Il dirigente arancioneroverde dice a La Nuova Venezia: «Siamo sempre padroni del nostro destino. Ci restano sei partite da affrontare a mille all’ora. Se avessimo battuto l’Empoli, l’orizzonte sarebbe stato sereno, ma il futuro è nelle nostre mani. Ci servono 6-7 punti (il Venezia ne ha 39, quindi 7 meno del Pisa, ndr), magari da conquistare prima possibile, gli scontri diretti con Pescara, Juve Stabia e Perugia sono tutti al Penzo».



A Pescara il dopo Legrottaglie si chiama Andrea Sottil. Il nuovo tecnico (che ha rescisso il contratto con il Catania) ha dichiarato al Messaggero: «Sono carico come una molla, come fai a non esserlo se ti chiama il Pescara dopo aver passato un anno a casa?». Ieri l’annuncio ufficiale. Legrottaglie a sua volta aveva rilevato Zauri a gennaio.



Secondo il Corriere dello Sport il presidente del Livorno, Aldo Spinelli, ha spiegato alla procura federale perché il 30 giugno ha lasciato andare via ben dieci giocatori: dopo il ko con il Venezia riteneva la propria squadra già fuori dalla corsa salvezza e quindi non avrebbe più avuto senso il costo di una rosa con 30 atleti: «Ho chiuso il bilancio con 2 milioni di perdite già ripianate». Sulla cessione del club non sarebbe arrivata nessuna proposta. Il 30 giugno aveva spiegato a TuttoMercatoWeb.com: «Andranno via tutti quei giocatori che hanno gli accordi in scadenza nella giornata di oggi. Oramai siamo in Serie C, prorogarli sarebbe stato solo uno spreco di denaro. Dopo la sconfitta di ieri è inutile pensare ancora alla salvezza».



Ieri la Corte Federale di Appello ha accolto il reclamo della Procura Federale contro il Trapani: diventano due anziché uno i punti di penalizzazione per gli stipendi di febbraio pagati in ritardo, e la squadra di Castori torna a -5 dai playout. La società di Petroni in un comunicato «prende atto con amarezza dell’ingiusta decisione» e «provvederà a presentare il ricorso dinanzi al Collegio di Garanzia del Coni». —

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