Finanza
Per D’Angelo la parola playoff è ancora tabù
Il tecnico del Pisa vuol pensare prima alla salvezza ma la squadra ha le armi giuste per puntare in alto
PISA
Per il Pisa restano sei partite da qui alla fine e tanti motivi concreti per sperare nei playoff alla luce delle prestazioni convincenti e dei risultati ottenuti finora.
NESSUN CALCOLO
Il Pisa sta bene, corre dal primo all’ultimo minuto e tutti i giocatori si aiutano tra loro convinti del credo impresso da Luca D’Angelo che tutti sono utili alla causa. Proprio il tecnico nerazzurro ha ribadito a Sky Sport 24 che non vuole fare calcoli: «Non per un fatto scaramantico, ma perché penso sia giusto raggiungere prima la matematica salvezza visto che siamo una neopromossa e anch’io sono nuovo della categoria. Restano da giocare al massimo queste sei partite e poi tirare le somme» .
D’Angelo divide i meriti di questo momento magico: « I ragazzi, grazie a tutto lo staff, sono stati bravi a ripartire alla grande dopo il lockdown e la società è fantastica perché ci permette di lavorare con serenità». Il fatto di aver poco da perdere può diventare una carta fondamentale da giocare.
LA DURA LEGGE DEL GOL
Siamo secondi in Europa e primi in Italia. No, non siamo impazziti. Solo il Real Madrid, nei campionati di A e B di tutta Europa, manda in gol più giocatori dei nerazzurri. Al momento siamo 20 a 19. D’Angelo ci scherza sopra con un po’ di battute: «Con il gol di Marin abbiamo accorciato le distanze. Forse è l’unica cosa che mi avvicina a Zidane. Da calciatore lui era un po’ più tecnico di me». In Italia D’Angelo è davanti alla “sua” Inter allenata da Antonio Conte, seconda con 17 giocatori diversi mandati a segno. Quella dell’attacco, 42 gol totali finora, è una risorsa che può fare la differenza. Ora più che mai dopo il ritorno al gol del bomber Michele Marconi.
una ROSA AMPIA PER poter
SOPPERIRE alLE ASSENZE
La squalifica di Caracciolo (salterà la partita importantissima di venerdì a Trieste con il Pordenone), i problemi accorsi a Pinato con lo Spezia e a Gaetano Masucci con il Cittadella possono essere sopperiti da una rosa diventa più ampia dopo gennaio e soprattutto dopo il lockdown.
Importantissimo in difesa il recupero di Varnier dopo l’operazione al crociato, ma anche quello di Meroni, e in attacco Vido sembra in crescita di partita in partita. Non è un caso che D’Angelo abbia utilizzato ben 23 giocatori della rosa attuale.
RITORNO SUPER
Non è un caso se la squadra nel girone di ritorno ha conquistato 22 punti, ne aveva 24 a fine girone d’andata, e da gennaio a oggi è sesta a un punto da Spezia e Cittadella, le ultime due squadre battute dal Pisa, e a due da Crotone e Frosinone. Solo il Benevento, a quota 30, è fuori target per il Pisa della seconda parte di stagione. Merito di una miglior gestione dei finali di partita e di un’attenzione generale in crescita. Nelle ultime 7 partite sono arrivate 5 vittorie e un pareggio segnando 6 gol nella ripresa. In queste 7 partite la squadra ha subìto nei secondi 45 minuti solamente il gol beffa a Crotone, unica sconfitta, e quello in casa con il Pescara, quando poi, grazie a una bella azione corale, ha trovato la forza di vincere grazie al gol di Soddimo. Gori ha mantenuto la porta inviolata tre volte, sempre in casa, contro le 4 totali dell’andata.
PIEDI BUONI
Puoi avere la grinta, ma senza i piedi buoni non puoi fare i risultati. I playoff passano dalle giocate di un centrocampo che mette insieme quantità, ordine e qualità. Alla corsa di Marin, alla duttilità e alla sagacia tattica di de Vitis va aggiunto un Siega in crescita. Grande corsa per liberare gli uomini che sanno mandare in porta i compagni come Gucher e Soddimo, che deve ritrovare i 90 minuti. A loro vanno aggiunti ovviamente Lisi e Masucci che hanno sfornato assist a ripetizione.
FATTORE CAMPO QUASI SALTATO
Sulla carta il calendario è duro ma non è proibitivo. In casa riceviamo le pericolanti Trapani e Ascoli, quattro invece le gare in trasferta con Pordenone, Virtus Entella, Cosenza e Frosinone. La prima e l’ultima sono in zona playoff, i liguri sono quattro punti sotto i nerazzurri e il Cosenza penultimo. Dopo il lockdown in 41 partite il fattore campo è quasi saltato: 17 vittorie casalinghe, 13 esterne e 11 pari. L’1 è ben sotto il quorum del 50%. Solo Pisa, Cittadella e Benevento hanno sempre vinto in casa, ma i veneti e la capolista hanno giocato solo una partita tra le mura amiche. –
Andrea Chiavacci
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