Il dolore
Michele Marconi, centravanti implacabile Batman è tornato a sconvolgere le difese
Si era rotto il menisco segnando una doppietta contro il Pordenone, la convalescenza è finita: il centravanti è già a quota 13 gol
il bomber
Michele “Batman” Marconi che sovrasta fisicamente “la” Cittadella ma metaforicamente “il” Cittadella: il post su Facebook porta la firma di Andrea Maltagliati, super tifoso nerazzurro con la passione della grafica. «Lavoro in piazza Duomo – ci racconta – con un furgone di gelati e panini e ora che c’è poco lavoro ho molto più tempo per divertirmi su Facebook. Mi i spira la passione per questo magico Pisa».
Andrea, che ha conseguito un diploma universitario ad Ingegneria in Tecnologia ambientale e sicurezza, non è certo un tifoso dell’ultima ora: «Dalla serie A ai tempi di Romeo non ho mai smesso di seguirlo.... da Perignano, a Gerbi e Posarelli e il Gianluca come accompagnatore delle giovanili, e ora come tifoso con Corrado».
L’omaggio a Marconi è meritatissimo. Il bomber grossetano, 31 anni compiuti poco più di un mese fa, con il rigore messo a segno al 36’ del primo tempo ha spianato la strada alla vittoria del Pisa con il Cittadella (che veniva da tre vittorie di fila, ne ha conquistate nove in trasferta, e punta alla promozione diretta in serie A) e ha anche battuto il suo record personale in regular season: 13 reti. Quello precedente risaliva al 2017-18, dodici centri nell’Alessandria in serie C di cui uno, pesantissimo, propri ai danni del Pisa: rilevò al 70’ Chinellato, con i nerazzurri in vantaggio dal 33’ (Gucher) e pareggiò al 94’ con un potente colpo di testa.
Il Pisa a fine stagione cambiò allenatore e soprattutto diesse; Gemmi stravedeva per questo ragazzo che dopo l’esordio in A (con gol) nell’Atalanta era stato lungamente frenato dagli infortuni e il 10 agosto confezionò lo scambio con il centrocampista Dario Maltese. Senza offesa (e senza alcuna colpa da parte di Maltese), per i Grigi fu una bella fregatura. Marconi infatti nella prima stagione in C segnò 8 gol nella regular season e soprattutto 4 nei playoff vincenti, fra i quali il 2-2 nella finale d’andata con la Trestina all’87’ e quello che al 2’ del primo supplementare nella finale ritorno tagliò le gambe agli alabardati.
«Sì, ma la B è un’altra cosa», diceva qualcuno all’inizio di questa stagione... sì, come no? Marconi ha iniziato il campionato con 7 gol nelle prime 5 partite, che sono diventati 10 nei primi venti minuti della 14ª. Si giocava Pisa-Pordenone, Marconi segnò subito di testa ma si ruppe il menisco ricadendo a terra. Ciononostante restò in campo altri 10 minuti e segnò anche il 2-0. Poi l’operazione e il lungo stop, il rientro dopo il Covid, la doppietta contro lo Spezia e il primo gol contro il Cittadella. Ma già con il Pescara avevamo rivisto il vero Marconi.
«È un centravanti fortissimo che è molto utile anche quando non fa rete», così lo presenta D’Angelo. E non è un modo di dire. Nel calcio esiste il tristemente famoso “attaccante generoso”, quello che corre, corre, ma non segna.
Marconi non è un “attaccante generoso”: lui anche quando non segna combatte, tiene alta la squadra, si prende punizioni su punizioni, rende la vita amara ai difensori avversari perché accetta lo scontro fisico, a volte eccede nell’agonismo (quest’anno due “rossi” all’Arena, in zona Cesarini contro lo Spezia e a fine gara contro lo Stabia) ma di sicuro non si risparmia mai, incarnando lo spirito guerriero che nel calcio non guasta mai. —
antonio scuglia
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