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D’Angelo ha ancora fame: «Felice per Marius ma ora voglio altre sei partite alla grande»

Andrea Chiavacci
D’Angelo ha ancora fame: «Felice per Marius ma ora voglio altre sei partite alla grande»

Il mister elogia Marin e incrocia le dita per Masucci: «Valutazioni nei prossimi giorni, spero torni presto, è fondamentale per noi». Lunedì la ripresa 

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dopo il 90’

Luca D’Angelo si gode la terza vittoria di fila, quinta nelle ultime sette, ma guarda già avanti senza fissare paletti di classifica anche se l’obiettivo iniziale, quello della salvezza, è sempre più vicino. «Fin qui abbiamo fatto un grandissimo campionato, adesso dobbiamo esser bravi fino in fondo visto che mancano ancora sei partite. Dobbiamo dare il massimo sia in casa che fuori».

Marconi l’ha sbloccata, poi l’ha chiusa Marin. Un giudizio sul centrocampista nerazzurro?

«Sono particolarmente felice per Marius che è un giovane e ha la responsabilità di giocare titolare con una maglia che pesa. Lui la porta con grande dedizione e meritava questa soddisfazione. Un gol importante per lui e per noi».

Qual è stata la chiave tattica di questo 2-0?

«Avevamo impostato la partita in modo diverso dal solito, giocando molto sulle seconde palle visto che loro sono molto forti quando riescono a prendere campo e fare pressione in avanti. Noi questa pressione gliela abbiamo tolta, e siamo stati bravi noi a mettere pressione a loro. Le occasioni migliori, oltre ai gol, le abbiamo avute noi. A parte l’ultimo tiro su punizione parato alla grande da Gori non abbiamo concesso molto: vittoria meritata».

Preoccupato per l’uscita di Masucci?

«Gaetano ha preso questa botta dietro e nei prossimi giorni saranno fatte le valutazioni del caso da parte dei medici. La speranza è che si riprenda presto perché è un giocatore troppo importante per noi» .

Come ha visto il Cittadella?

«Lotterà per la promozione diretta fino alla fine. Abbina la qualità dei singoli ad una buona organizzazione di gioco. Merito di Venturato, società e direttore Marchetti».

Quando tornerete ad allenarvi?

«Ci rivedremo lunedì. I giocatori avranno due giorni liberi ed è giusto che li passino in famiglia per ricaricare le batterie in vista di Pordenone. Pronti a giocare un’altra grande partita».

Quanto è importante l’affetto dei tifosi pur giocando a porte chiuse?

«I tifosi fanno la differenza anche stando a casa, figuriamoci quando si gioca a porte aperte. Credo che gli stiamo dando grandi emozioni e loro vedono qual è il desiderio che ha la squadra di arrivare sempre prima sulla palla. Credo che per un tifoso sia il massimo». —

Andrea Chiavacci

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