Gioco
D’Angelo non parla di playoff «Pensiamo a concentrarci...»
Il tecnico nerazzurro: «Vincerà la gara la squadra che riuscirà a essere meglio organizzata, compatta, più vivace e con la mentalità giusta»
PISA
Mister Luca D’Angelo, quanto è stata importante la vittoria di La Spezia in mezzo a tante partite difficili?
«È stata una partita dura, ma alla fine abbiamo vinto. È stata una bella soddisfazione perché è una partita molto sentita dalle due tifoserie e siamo molto contenti di aver regalato una grande gioia ai nostri tifosi».
La partita con il Cittadella può essere uno scontro che spalanca le porte dei playoff?
«Credo che noi dobbiamo giocare ogni partita cercando il massimo e concentrandoci su quei 100 minuti di gara senza fare calcoli e senza pensare alle prossime partite».
Questa sfida può rappresentare il definitivo esame di maturità?
«È un esame sicuramente non semplice perché il Cittadella è tra le formazioni migliori di questo campionato e ha esperienza a livello di alta classifica negli ultimi anni. È una partita importante per noi, ma non è un esame particolare».
Pinato sarà della partita?
«Pinato mercoledì si è allenato con la squadra e se non avrà nuovi problemi sarà sicuramente tra i 23 convocati. Tutti gli altri sono a disposizione».
Pisa e Cittadella hanno una grande forza sulle fasce, in particolare a sinistra con Lisi e Amedeo Benedetti: sarà sugli esterni che si deciderà la partita?
«Il campo è molto grande, non possiamo restringerlo ad una fascia o a un singolo. Penso che vincerà la gara la squadra che riuscirà ad essere meglio organizzata, compatta, più vivace e con la mentalità giusta».
Che sfida si aspetta tatticamente e fisicamente?
«Molto combattuta, tra due squadre che giocano a un buon ritmo. Noi dobbiamo fare una grande prestazione se vogliamo vincere. Si giocherà in un orario dove farà ancora molto caldo e non so se i ritmi saranno subito alti. Noi, per predisposizione, cercheremo di fare la partita fin da subito».
Si aspettava un Pisa così maturo alla ripresa del campionato o è rimasto sorpreso anche lei?
«Sapevo che i ragazzi hanno lavorato bene prima a casa e poi al campo. Vedo che la squadra sta bene e i risultati stanno a testimoniarlo».
Questi ottimi risultati arrivano dalla forza e dall’unione del gruppo?
«Un gruppo di giocatori deve partire da ogni singolo elemento e poi trovare la giusta coesione. Noi quest’anno l’abbiamo trovata in maniera netta, la squadra gioca sempre da collettivo anche se abbiamo dei giocatori in grado di risolvere qualche grattacapo offensivo da soli».
La pressione aumenta con 7 gare da giocare, adesso sarà più difficile gestire il lavoro e lo spogliatoio?
«La squadra si allena con la stessa voglia e intensità. Sappiamo che dobbiamo affrontare squadre importanti. Sono convinto che ce la giocheremo con tutti. Non vedo entusiasmo eccessivo nello spogliatoio, ma la consapevolezza di dover fare ancora molto».
Quanto è difficile far sentire tutti importanti?
«Il fatto di cambiare sempre formazione non è una cosa studiata. L’obiettivo è quello di mettere sempre in campo l’undici migliore partita dopo partita. Lo spazio c’è per tutti, però nulla vieta di giocare tre o quattro partite di fila con la stessa formazione» . —
Andrea Chiavacci
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
