Gioco
Ripartiti a mille all’ora e anche fortunati: gli aquilotti di Italiano sono in gran forma
4-3-3 il modulo dello Spezia, che non ha uno stoccatore ma ha segnato 44 gol e vanta un signor centrocampo
PISA
L’avversario di stasera ha impattato benissimo il campionato dopo l’emergenza coronavirus. Lo Spezia allenato da Vincenzo Italiano ha battuto infatti in casa l’Empoli, con un guizzo di Ragusa, e, venerdì scorso, espugnato il Bentegodi con il 3-1 in rimonta sul Cihevo Verona con una tripletta di Galabinov nel finale. Gara molto discussa per l’arbitraggio di Dionisi che negava un rigore al Chievo sull’1-0 per i veneti, espulso per proteste l’allenatore gialloblu Aglietti, e ne concedeva uno molto dubbio ai bianconeri per un contatto in area tra Mora e Segre.
DOPO PISA IL RILANCIO
La squadra di Italiano sta portando avanti un cammino eccellente sia sul piano del gioco che su quello dei risultati, anche se l’inizio di campionato è stato al rallentatore con appena 12 punti nelle prime 12 giornate.
Proprio dopo il 3-2 dell’andata subito a Pisa, aveva messo in mostra tutto il suo potenziale risalendo in breve tempo dalla zona playoff fino al terzo posto attuale, a un solo punto dalla promozione diretta in A. La gara dell’Arena però aveva evidenziato, oltre a qualche limite in difesa, le qualità nel gioco palla a terra e nelle ripartenze dello Spezia, che ha avuto il suo lato positivo in Antonino Ragusa, autore di una doppietta, e quello negativo nell’ex Gyasi che si divorava due gol fatti e non chiudeva la partita.
Ma quella sconfitta è stata una lezione per Italiano. L’allenatore, artefice della promozione in B del Trapani nella passata stagione, riusciva a prendere le redini della squadra che da quel momento si lanciava in una rimonta entusiasmante che ha conosciuto solo due ko nelle ultime 19 giornate: le sconfitte per 3-1 a Benevento e in casa della Juve Stabia proprio prima del lockdown. La seconda decisamente più sorprendente, ma che non macchia un percorso da 50 punti a otto giornate dalla fine. Il Picco dal 5 ottobre, sconfitta 0-1 con il Benevento, è un fortino. Dopo le tre sconfitte di inizio stagione lo Spezia non ha più perso in casa mettendo insieme 9 vittorie e 3 pareggi.
PUNTI DI FORZA E PUNTI DEBOLI
Lo Spezia con 44 gol è il terzo attacco del torneo, dopo Benevento e Crotone, ed è la quinta miglior difesa con 33 gol al passivo. Una difesa cresciuta in maniera esponenziale nel girone di ritorno. I bianconeri infatti hanno subito 18 gol nelle prime 12 partite e appena 15 nelle ultime 19. Scuffet, sul banco degli imputati a inizio stagione, ha mantenuto la porta inviolata in 10 occasioni.
Italiano è ripartito con il consolidato 4-3-3 che può far leva su un ventaglio di scelte piuttosto ampio. A Verona erano assenti per infortunio giocatori talentuosi come Di Gaudio, in prestito dal Verona insieme a Ragusa, e i gemelli Matteo e Federico Ricci. Matteo, centrocampista che a Pisa conquistò una promozione in B con Gattuso, a fin qui disputato una buona stagione con 22 presenze, 4 assist e 4 gol, mentre Federico, ala destra di proprietà del Sassuolo, ha messo a referto un gol e un assist in meno del gemello.
Lo Spezia punta tantissimo sulla potenza e sulla tecnica dell’ex Pontedera Paolo Bartolomei, 2 gol e ben 8 assist, vertice centrale di un centrocampo stellare completato dalla qualità di Giulio Maggiore e dalla grande esperienza di Luca Mora. Non c’è un giocatore in doppia cifra e I gol arrivano soprattutto dagli esterni: il bomber è Ragusa, 8 reti, mentre Gyasi è andato a segno 6 volte.
Adesso però Italiano ha recuperato Galabinov al centro dell’attacco dopo l’infortunio al tendine rotuleo e come si è visto a Verona, può puntare su maggiori alternative nel gioco aereo e nella finalizzazione: per il bulgaro un gol di testa, uno su rigore e uno di destro che gli permettono di salire a 4 reti stagionali in 12 partite. In difesa Terzi e Capradossi sono due garanzie al centro, mentre sulle fasce Ferrer e Marchizza hanno avuto il loro bel da fare per oltre un ora di gioco nell’ultima sfida a Verona, ma restano due ottimi elementi. —
Andrea Chiavacci
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