Gioco
Il Pontedera resta nel limbo Trattenere Caponi e De Cenco diventa il primo obiettivo
Intanto continua il lavoro di sondaggio da parte dell’amministrazione comunale per cercare imprenditori intenzionati ad entrare in società
PONTEDERA
Continua il lavoro di sondaggio da parte dell’amministrazione comunale di Pontedera per cercare un imprenditore o più imprenditori intenzionati ad entrare in società ed irrobustire la famiglia granata a pochi giorni dalle dimissioni del presidente Paolo Boschi e del consigliere Filippo Tagliagambe.
Oltre all’aspetto societario si cerca di portare avanti anche il calciomercato e la costruzione della squadra per la stagione di serie C 2020-2021 dopo la rinuncia ai playoff che di fatto ha portato alla contestazione dei tifosi e allo stallo di questi giorni. Paolo Giovannini, in attesa di essere ufficializzato presidente ad interim dei granata, sta cercando di prendere in mano la situazione e mettere in piedi una squadra che riesca comunque a ben figurare, partendo dai soliti principi usati negli ultimi anni: puntare su qualche giovane di valore in prestito da club anche di A e B e su giocatori di esperienza che hanno sposato da tempo il progetto granata.
In primis si cercherà di trattenere capitan Andrea Caponi, anima del centrocampo, e l’attaccante Caio De Cenco, 11 gol nella stagione appena conclusa, ma al tempo stesso si cercherà di mantenere un’età media molto bassa.
I sondaggi sono partiti, ma di nomi concreti al momento non ce ne sono, anche perché se dovesse arrivare un imprenditore con un po’ di disponibilità economica il Pontedera potrebbe pensare di cambiare i propri piani e costruire una squadra più esperta. Ma al momento sono solo chiacchiere.
Intanto nei giorni scorsi è arrivato il contributo economico da parte della Lega Pro, che da anni il Pontedera riceve e che serve a far quadrare i bilanci, per la valorizzazione dei giovani fatti giocare con un minutaggio piuttosto corposo da parte di Ivan Maraia.
Una politica, quella dei giovani, che aveva comunque portato ad un brillante quarto posto ed alla valorizzazione di alcuni talenti, ma la squadra è stata anche a lungo seconda, prima dello stop e della scelta di non giocarsi le proprie carte fino in fondo. Quello che non è andato giù ai tifosi, non giocarsela fino alla fine e sognare almeno fino a metà estate. —
A.C.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
