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Pisa

Il Dg Giovanni Corrado: «Sarà solo la testa a fare la differenza»

Antonio Scuglia
Il Dg Giovanni Corrado: «Sarà solo la testa a fare la differenza»

Pisa al lavoro, il dirigente incita la squadra e pensa anche al futuro  «Centro sportivo necessario per crescere. Fauglia? Ci siamo stati»

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Giovanni Corrado, che sensazioni ha sul ritorno in campo del Pisa?

«I ragazzi li ho visti molto bene, si sono presentati in ottima condizione. Ne eravamo convinti, perché si tratta di un gruppo strutturato che in gran parte è con noi dal nostro arrivo o da poco tempo dopo, per cui ne conosciamo bene la professionalità e il modo di comportarsi. Hanno sofferto per lo stop, come tutti credo, ma sono concentrati e consapevoli dell’importanza del periodo che andiamo ad affrontare nei prossimi mesi».

I quattro prestiti resteranno sino a fine stagione? Diverse squadre hanno il problema delle possibili partenze fra due settimane…

«Assolutamente sì. Attendiamo in questi giorni le indicazioni regolamentari, ma i nostri ragazzi sono tutti contenti di restare sino al termine della stagione».

Cosa conterà di più nelle dieci giornate che mancano alla fine della stagione regolare?

«Credo l’aspetto mentale, la capacità di riconnettersi subito a quello che si stava facendo prima, dopo uno stacco importante. Con una pausa così lunga, credo che nelle prime partite nessuno sarà fisicamente al 100%, sarà difficile per tutti avere brillantezza. La differenza quindi la potrà fare l’atteggiamento, la maggiore o minore intensità con cui ciascun giocatore e ciascuna squadra di sintonizzerà sul campionato. Riattivarsi velocemente può dare un grande vantaggio, in un torneo dove è possibile che ci sia un grosso saliscendi settimanale fra la zona playoff e la zona playout. Sono pochissime le squadre la cui posizione di classifica è già definita».

E in una situazione di questo genere, cosa dovrà fare il Pisa, oggi a -5 dai playoff e a +4 sui playout: guardarsi attentamente alle spalle o cercare di mirare più in alto della posizione attuale?

«Io non credo che i valori complessivi del campionato verranno stravolti alla ripresa, ma bisognerà stare molto attenti perché qualche squadra può cambiare velocemente la propria situazione. Quindi dico che noi dobbiamo dare il 200% di ciò che abbiamo, senza guardare la classifica. Prima della sosta noi stavamo facendo bene, l’imperativo è tornare subito allo stesso livello di concentrazione e di convinzione. Dobbiamo pensare solo a noi, perché la forza mentale è uno dei nostri pregi e in una situazione in cui uno-due risultati di un certo tipo possono destabilizzare mentalmente qualche squadra perché ci sono solo 10 giornate e non 38 per rimediare a eventuali errori, questa nostra forza può incidere moltissimo».

Quanto è stata difficile la trattativa sul taglio degli stipendi? In qualche club la conflittualità ha effetti pesanti, ad esempio Rosina lascerà la Salernitana il 30 giugno perché non si è messo d’accordo con il club…

«Ogni trattativa di questo tipo è molto delicata. Non parliamo solo di professionisti ma di persone, di famiglie, di possibile sofferenza. La nostra fortuna è di vere un gruppo di ragazzi esemplari, con i quali è stato possibile elaborare un accordo corretto da ambo le parti. C’era e quindi c’è un buon rapporto, e questo è stato un bel segnale anche per il futuro.

Quanto è costato al Pisa il lockdown? Già tre mesi fa suo padre ipotizzava 1,5 milioni o più, che sarebbero raddoppiati se il campionato non fosse ripartito...

«Oggettivamente il danno non è ancora quantificabile con precisione. 500-600 mila euro si sono persi di solo botteghino, poi vanno calcolati gli abbonamenti per i quali bisognerà studiare il rimborso. E da questo conto mancano gli sponsor, le tv che ancora non hanno pagato, le ripercussioni per il futuro perché non sappiamo ancora quando il pubblico potrà tornare sugli spalti al 100%... Un grosso danno per tutti, e in questa categoria, per noi molto più che per la maggior parte degli altri».

Vicenda stadio: quando sarà pronto il Piano economico finanziario?

«Ci stiamo lavorando con il massimo impegno. Ogni giorno ci sentiamo con il dottor Pasquarelli della Yard, l’impegno è di fare presto e bene. Ma soprattutto bene. Un mese in più o in meno non cambia le carte in tavola, un progetto fatto al massimo delle potenzialità invece sì. E’ chiaro che sarebbe stato meglio poter lavorare sul campo, confrontarci sempre di persona, fare tutti i sopralluoghi e così via, ma le difficoltà e i ritardi dovuti al Covid non fanno diminuire l’impegno e la convinzione di lavorare bene».

Ultimo argomento: il centro sportivo. Ma poi Spinelli vi ha chiamato davvero? E siete andati a Fauglia oppure no?

«Certo che sì. Siamo andati a vedere i terreni, nei prossimi mesi faremo tutte le nostre valutazioni e decideremo per il meglio. Per il Pisa e per Pisa. Oggi in città non c’è un impianto con le caratteristiche necessarie per la città e per le famiglie: non si può fare sport, soprattutto pensando agli sbocchi professionali per i più bravi, se non ci sono impianti facilmente accessibili, sufficientemente ampi, provvisti di palestre e centri medici. Se vogliamo programmare il futuro, e questo non vale solo per noi come società ma per lo sport cittadino, un impianto moderno ed efficiente è assolutamente necessario. Potrà essere Fauglia o un altro, ma dovrà esserci». —



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