Gioco
Sanzo: Emilia e Toscana possono lottare insieme per le Olimpiadi del 2032
pisa
«Ho letto che la Regione Emilia Romagna, con una dichiarazione di Stefano Bonaccini, insiste relativamente alla candidatura delle Olimpiadi del 2032. Ebbene, si tratta di una candidatura che sostengo con forza, con convinzione. La Toscana e l'Emilia insieme per lo sport, che rappresenta un valore certamente sociale, ma anche economico, se pensiamo al turismo sportivo». Così Salvatore Sanzo, presidente regionale del Coni.
«Non dobbiamo avere paura delle sfide – dice – anzi: le Olimpiadi sono una occasione irripetibile per acquisire quei fondi utili e necessari alla realizzazione, o alla riqualificazione, delle infrastrutture: strade, impianti, eccetera».
Queste le dichiarazioni del presidente della Regione Emilia Romagna, riportate da globalist.it: «Lavoreremo per una candidatura delle nostre Regioni che andrà messa a punto coinvolgendo, però, anche altri parti del Paese, cosa a mio avviso importante e significativa».
Mentre Eugenio Giani, presidente del consiglio regionale toscano, afferma: «Pensate cosa sarebbe un bell'impianto di tiro con l'arco sotto le mura di Lucca, o pensate cosa significherebbe a Pisa rivitalizzare nel clima dell'Arena Garibaldi alcune discipline olimpiche tradizionali, come la scherma».
Oltre ai progetti a lungo termine, ovviamente bisogna pensare all’immediato e alla crisi delle società e degli impianti: come accenniamo in questa stessa pagina, Sanzo è riuscito a fare sbloccare quasi mezzo milione di euro: «Questo patrimonio può contabilmente sbloccarlo solo il Coni nazionale, per cui in virtù della pandemia, la giunta nazionale, anche su sollecitazione del ministro Spadafora, ha stabilito di dedicare il 50% delle risorse alle associazioni e alle società sportive dilettantistiche. Voglio precisare che questi soldi derivano dalle tante progettualità che in questi anni abbiamo messo in campo, grazie alle risorse dei Comuni, delle Province, delle fondazioni bancarie, degli istituti bancari, degli sponsor. Quindi, sono soldi del territorio. Su questo ho preteso con forza che ogni denaro accumulato, fosse rimesso in disponibilità del nostro mondo, in Toscana, per evitare possibili bilanciamenti regionali».
L'intento è di definire, dice Sanzo, «ed ho già avuto l'ok da parte del delegato Anci Damiano Sforzi, del direttore Upi Ginanneschi per conto del presidente Luca Menesini, e del Cip con il presidente Porciani, un accordo quadro, all'interno del quale si identifica la modalità di erogazione delle risorse. Provvederemo ad un passaggio istituzionale con il consiglio regionale, all'interno del quale c'è la rappresentanza del mondo dello sport, con la presenza di tutte le federazioni sportive nazionale, gli enti di promozione sportiva, le discipline sportive associate, le associazioni benemerite, tecnici e atleti».
Lo sport rappresenta un pezzo di welfare del nostro paese «che non può, non deve, essere abbandonato. Ed allora, il ragionamento è andato in questa direzione, condiviso con la giunta e i miei delegati sul territorio, che voglio pubblicamente ringraziare per l'impegno e lo sforzo che quotidianamente producono per stare vicini alle nostre realtà». Ad oggi abbiamo 8.140 società regolarmente iscritte al registro Coni (requisito indispensabile per il ricevimento delle risorse), per circa 400.000 tesserati. —
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