Gioco
Stefano Garuti, al Pisa Ovest c’è uno dei grandi di Romeo
L’ex nerazzurro è responsabile tecnico del club e allenatore: attualmente è alla guida della formazione Juniores
PISA
Dopo un’ottima carriera in serie A e B come difensore, Stefano Garuti ha intrapreso la carriera da allenatore. Dal 2016 una nuova avventura, a Pisa e con il Pisa Ovest, nelle vesti di responsabile tecnico e allenatore (attualmente è alla guida della Juniores).
«A gennaio 2016 – racconta – dopo una chiacchierata con alcuni dirigenti, ho trovato l’accordo e sono entrato a far parte del progetto Pisa Ovest ricoprendo il ruolo di responsabile tecnico. Poco dopo il mister degli Allievi B ha avuto dei problemi personali e ho iniziato anche a ricoprire il ruolo di allenatore: doveva essere un incarico provvisorio, poi mi sono appassionato e sono rimasto in panchina».
Questa è la sua quarta stagione da allenatore al Pisa Ovest: con il gruppo 2001 ha ottenuto risultati straordinari. «Nella stagione 2016/17 con gli Allievi B abbiamo vinto il campionato e la Coppa Cerbai: siamo l’unica società di Pisa ad aver conquistato questo trofeo, una bella soddisfazione. L’anno successivo abbiamo chiuso in vetta il campionato distanziando il Ponsacco e abbiamo conquistato la partecipazione al campionato Allievi Regionali. Lo scorso anno con la Juniores abbiamo chiuso al secondo posto nel girone lucchese, alle spalle dell’attrezzato Castelnuovo: avevamo una rosa molto giovane e corta, ma, nonostante le difficoltà, siamo riusciti comunque a disputare un ottimo campionato. Molti ragazzi del 2001 sono con me dal 2016: sono straordinari, atteggiamento encomiabile. All’inizio abbiamo avuto qualche difficoltà, soprattutto a livello mentale, poi ho trovato la chiave d’entrata e si è instaurato un gran feeling: hanno capito i miei princìpi e siamo partiti».
Questa stagione (Juniores provinciali, girone pisano) come stava andando prima dello stop?
«A comporre il gruppo Juniores sono arrivati anche i 2002, la rosa è ampia e ha grandi qualità. Al momento dell’interruzione eravamo in vetta con 63 punti (21 vittorie e 2 sconfitte) e 8 punti di vantaggio sulla seconda, abbiamo il miglior attacco e la miglior difesa. Abbiamo vinto gli scontri diretti e stiamo disputando un campionato fantastico: speriamo di poter partecipare al campionato regionale nella prossima stagione, sarebbe la chiusura di un cerchio e il terzo campionato regionale della società Pisa Ovest, dopo Allievi e Giovanissimi».
La prima squadra del Pisa Ovest, neopromossa, milita nel girone E di Seconda categoria: una fotografia del campionato?
«Abbiamo iniziato la stagione con un gruppo storico e molto esperto e abbiamo avuto alcune difficoltà. A dicembre siamo intervenuti sul mercato, ci sono stati innesti e alcune cessioni; sono arrivati ragazzi giovani e motivati e ci siamo ritrovati. C’è stato anche un cambio in panchina, è stato “promosso” dagli Allievi Stefano Ammannati. La squadra al momento è decima e ha tre punti di vantaggio sulla zona playout. Prima dello stop avevamo inanellato cinque risultati utili di fila (tre vittorie e due pareggi) e siamo usciti dalla zona pericolosa. Nel corso della stagione abbiamo perso un po’ di punti, a volte per episodi, a volte per inesperienza, ma la salvezza diretta sarebbe stato un obiettivo ampiamente alla portata se si fosse ripreso. Il calendario prevedeva due partite toste e due più abbordabili, l’ultima è contro la prima della classe, il Lajatico».
Nelle ultime partite hanno giocato con la Prima squadra anche alcuni dei suoi ragazzi della Juniores...
«Hanno qualità e hanno dato il loro contributo. Sarebbe bello disputare il campionato di Seconda categoria con i ragazzi usciti dal nostro settore giovanile: hanno dei valori importanti, potrebbero anche puntare al salto in Prima, ovviamente dovrebbero conquistare la categoria sul campo; sarebbe affascinante se i nostri ragazzi potessero continuare a giocare insieme e continuare a coltivare il loro sogno».
Facciamo un salto indietro: quali ricordi porta con sé dei quattro anni da calciatore a Pisa?
«Ricordi splendidi, era un calcio diverso e ho avuto allenatori che hanno lasciato il segno, sia per la competenza che a livello personale. Sono stati quattro anni intensi, mi hanno arricchito non solo a livello professionale e siamo riusciti a fare grandi cose. Sono arrivato nel 1980 e, la stagione successiva, abbiamo riportato il Pisa in serie A. Nella stagione 82/83 siamo arrivati 11esimi e abbiamo conquistato la salvezza, non era affatto semplice. Ricordo anche i lunghi e frequenti ritiri con il presidente Romeo Anconetani…». —
Alessandro Marone
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