Gioco
Ottant’anni fa si andava a Verona divisi fra la gioia e la guerra in arrivo
8 giugno 1940: il Pisa si era appena salvato e il giorno dopo avrebbe fatto passerella contro l’Hellas, a poche ore dal drammatico annuncio
PISA
Giocare in tempi d’emergenza è una novità per il calcio moderno, ma durante la Seconda guerra mondiale si è giocato addirittura per tre stagioni intere. Esattamente ottant’anni fa, l’8 giugno 1940, il Pisa partiva per Verona, atteso il giorno dopo da una partita che contava poco a livello di classifica visto che i nerazzurri erano già salvi dalla giornata precedente. Il Pisa perderà 2-1 con l’Hellas, gol nerazzurro del forte centrocampista Tonali, ma la testa è altrove. Già dal settembre del 1939 la Germania ha invaso la Polonia e anche in Italia si respira una brutta aria da anni. Nel 1938 con l’approvazione delle leggi razziali, volute dal regime fascista, e firmate proprio a San Rossore da Vittorio Emanuele III, la situazione inizia a precipitare. Si attende una nuova svolta autoritaria che arriva proprio il 10 giugno 1940, quando da Palazzo Venezia Benito Mussolini annuncia l’entrata in guerra dell’Italia a fianco della Germania nazista.
il calcio non si fermò
Neanche la partenza di tanti ragazzi per il fronte però ferma il calcio giocato, escluso Olimpiadi e Mondiali, anche se saranno tanti i calciatori a partire e tanti altri poi aderiranno anche alla lotta partigiana dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943. Il 16 giugno 1940 il campionato di B si chiude con il Pisa che batte per 2-1 il Brescia allo stadio Littorio, l’attuale Arena Garibaldi, con reti di Mario Nicolini e Natale Faccenda. Nelle tre stagioni seguenti, mentre si consumava il dramma della guerra e dell’Olocausto, il calcio va comunque avanti. Il Pisa disputerà dei campionati in crescendo sotto la guida dello storico allenatore ungherese Josefz Ging, il “mago” della finale scudetto del 1921, che fa crescere una squadra molto giovane. Arrivano un dodicesimo, un terzo e infine un quarto posto nel 1942-43. La guerra però diventa sempre più cruenta e dopo l’8 settembre del 1943 l’Italia è divisa in due. Il campionato 1943-44 si gioca a ranghi ridotti, il Pisa non partecipa al girone toscano, e viene vinto dai Vigili del Fuoco di La Spezia che in finale sconfiggono il Grande Torino. Il titolo però non verrà omologato perché in pratica mancano tutte le squadre del Sud.
Il Pisa scenderà di nuovo in campo solo dopo la liberazione del 25 aprile 1945 tornando alla vita sportiva con una sconfitta per 3-2 sul campo del Prato nel girone A del campionato di serie C centro sud 1945-46. In quel caso però hanno vinto tutti. La notte più buia era passata.
LA GRANDE GUERRA
Durante la Prima guerra Mondiale il Pisa ha vinto un titolo di campione della Toscana, dopo quello del 1915 quando era addirittura in corsa per il titolo nazionale al momento dello stop. La coppa federale Toscana del 1916 viene disputata da 4 squadre, le tre del girone fiorentino e il Pisa, mentre la neonata Us Livorno, dalla fusione fra Virtus e Spes, decise di rinunciare all’ultimo istante regalando così la vittoria al Pisa nel girone occidentale. Gioca chi non è stato chiamato alle armi o chi si trova in licenza.
Il calcio diventa un momento di evasione, comunque sempre più raro. Tanto è che al Pisa bastano due partite per fregiarsi del titolo di campione toscano nel 1916. Il Pisa in pratica è già in finale perché deve attendere l’esito del girone a tre di Firenze che vede prevalere la Libertas, in pratica la squadra che nel 1926 darà vita alla Fiorentina. Il Pisa si è rinforzato ed ha acquistato dal Lucca Fc il portiere Dovichi e ha inserito in rosa il pisano Aristide Viale e il gigantesco Guglielmo Tornabuoni, che diventerà uno dei protagonisti assoluti del Pisa vice campione d’Italia nel 1921. La finale di andata è in programma a Pisa il 7 maggio 1916 e alla vigilia la Libertas mette in piedi una coalizione tra calciatori livornesi e fiorentini per battere il Pisa, considerato favorito. La Libertas viene rinforzata anche da due giocatori bresciani e la cosa darà vita a molte polemiche sulla stampa cittadina, che per una settimana prende fiato dalle cronache belliche. Per la Libertas però non c’è niente da fare, il Pisa è troppo forte e allo stadio Abetone si impone per 6-1 con doppiette di Bartolini e Donnini nella ripresa dopo la rete iniziale di Viale e il raddoppio di Simone Pesciantini. Nella gara di ritorno del 14 maggio 1916 basta non perdere per alzare la Coppa, ma il Pisa trionfa anche al campo delle Cascine imponendosi per 1-0 con rete di Bartolini. I nerazzurri non si ripeteranno nel 1916-17 quando in un girone a cinque squadre si impone proprio la Libertas Firenze a pari punti con il Livorno che si aggiudicherà il primo derby della storia al campo Abetone per 1-0. Da quel momento però non si giocherà fino al marzo del 1919, quando la guerra è terminata da pochi mesi. —
A.C.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google