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le sfide del passato 

Calcio d’estate, non sono una novità le gare decisive in luglio e agosto

Massimo Berutto
Calcio d’estate, non sono una novità le gare decisive in luglio e agosto

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PISA

È insolito disputare gare di campionato col solleone, ma tutt’altro che inedito nella storia del Pisa. Un caso è emblematico e non può definirsi marginale: la storica finale-scudetto persa con la Pro Vercelli fu giocata a Torino il 24 luglio 1921 e non in notturna (fischio di inizio alle 17.30), oltretutto senza tutti i comfort offerti dalla modernità (la comitiva nerazzurra era partita in treno dalla stazione Centrale alle 23. 50 della notte prima. . .) .

Altro che 5 sostituzioni: allora i cambi non erano previsti e il Pisa rimase in 10 uomini già al 12’ dopo l’infortunio capitato a Gnerucci (e poi in 9, a causa dell’allontanamento di Viale). Cinque anni dopo, il team nerazzurro chiuse la stagione regolare il 18 luglio al penultimo posto in Divisione Nazionale (la massima serie, quando ancora non era a girone unico) e il 29 agosto si giocò la salvezza in uno spareggio con l’Alessandria, fallendo malamente (6-1). Quel match fu a tutti gli effetti una coda dell’annata 1925-26, non un antipasto della successiva, infatti ad esempio fra i protagonisti figurava Enrico Colombari, che per il torneo a venire fu ceduto al Torino.

I campionati protratti in piena estate non hanno riservato solo amarezze alla città della Torre Pendente: tripudio nerazzurro il 22 luglio 1934, quando il Pisa, vincendo lo spareggio-promozione ai danni dell’Udinese, si guadagnò l’accesso alla serie B, debuttando al piano superiore il 30 settembre. La seconda serie nel 1942, all’apice del dramma della Seconda guerra mondiale, finì il 12 luglio con un rotondo successo sul Prato (6-0). Dopo il conflitto il Pisa conservò la categoria prevalendo sull’Anconitana in uno spareggio secco il 13 luglio 1947 (2-1). Nel 1949 la B tagliò la linea del traguardo il 3 luglio, con l’indolore 3-0 incassato dallo Sporting Club a Reggio Emilia. —

Massimo Berutto

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