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Tuttocuoio, Paola Coia «Leporaia, macché degrado»

Stefano Scarpetti
Tuttocuoio, Paola Coia «Leporaia, macché degrado»

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san miniato

Continuano a far discutere le condizioni del campo sportivo “Leporaia” di Ponte a Egola, dopo le denuncia delle Brigate Neroverdi e le dichiarazioni del sindaco Simone Giglioli. La presidentessa del Tuttocuoio Paola Coia ribadisce la volontà di cedere il club se ci fosse un acquirente interessato e torna a parlare del campo: «Le vicende relative all’emergenza sanitaria e il lungo periodo di forzata inattività hanno forse offuscato la mente a qualcuno portandolo a conclusioni spesso non rispondenti alla realtà. Appellarsi in questa fase ad un mancato sfalcio di erbaccia per sollevare problemi di altro tipo mi sembra semplicemente ridicolo e strumentale».

Continua la dirigente: «Che in piena emergenza coronavirus mi dovessi assumere la responsabilità di esporre un anziano al rischio contagio solo per provvedere al taglio dell’erba mi sembra eccessivo, tanto più che la cosa, senza danni di alcun tipo, si sarebbe potuta fare tranquillamente una volta superato il periodo più tragico di emergenza sanitaria; ed è ciò che si sta facendo e che in pochi giorni sarà definitivamente completato. Nessuno stato di degrado ed abbandono quindi, nonostante le “visite” notturne, regolarmente denunciate alla autorità competenti, che peraltro ci sono costate il trafugamento di materiale sportivo».

E la convenzione per lo stadio? «Come il sindaco afferma, è scaduta ma non vi è stata nessuna proroga formale della stessa, come erroneamente affermato. Ciò non di meno non ci saremmo minimamente sognati di lasciare nel degrado l’impianto. Già ho detto del perché del ritardo della manutenzione e credo che la cosa avrebbe dovuto essere apprezzata dal primo cittadino, quale massima autorità sanitaria locale, per il quale esprimo comunque stima personale, ben consapevole delle “pressioni” che sono certa subisce. Non appena terminati questi lavori di ripristino mi vedrò costretta a procedere alla restituzione dell’impianto qualora nel frattempo non fosse realmente intervenuto il rinnovo della convenzione. Mi stupisce piuttosto ancor di più di come qui si stia a parlare di un po’ di erba alta, di un vetro rotto o di una finestra divelta (tutte cose recuperabili in breve tempo e con limitato costo), mentre non ci si preoccupa di sapere che fine farà il Tuttocuoio».

« Nel momento in cui si parla di non riprendere più il campionato - continua Paola Coia - di vedere comunque penalizzato il Tuttocuoio con una retrocessione a tavolino, nel momento in cui non si sa ancora se ci sarà un prossimo campionato di serie D o altre categorie, quale è il pensiero e la preoccupazione delle Brigate Neroverdi? L’erba alta ed un vetro rotto! Cerchiamo invece di capire, dopo una stagione per quanto svoltasi certamente negativa, cosa fare in futuro, se si vuole tutti insieme! Finora ho salvato il Tuttocuoio e la città di San Miniato dalla cancellazione dalle cronache sportive e sarei anche disponibile a proseguire; ciò non di meno, se ci fosse qualche pontaegolese disponibile a subentrare con proposte serie e credibili, io sono qui». —

Stefano Scarpetti

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