Toscana
Pisa, pronte le convocazioni dei giocatori Visite mediche per tutti e poi la ripresa
Grande attesa per le decisioni che emergeranno dall’incontro fra i vertici del calcio e il ministro Spadafora
Pisa
Il conto alla rovescia è finito: per il Pisa inizia la “fase 2” e la società fissa gli appuntamenti per le visite mediche - di fatto è come se iniziasse una nuova stagione, dopo due mesi e mezzo di stop - oltre che ovviamente i tamponi e i test sierologici. Oggi i giocatori saranno chiamati e già domani o dopodomani si potrà procedere.
Per tornare in campo, si aspetta a questo punto l’esito dell’incontro fra il ministro dello Sport Vincenzo Spadafora e le componenti del calcio, fissato per giovedì 28. Sarà quella l’occasione per conoscere le date “vere”, prima di allora si potrà andare solo a lume di naso.
Gli ultimi protocolli della commissione medico-scientifica federale sono severi e costosi, ma non impossibili da applicare. Ha ben riassunto la situazione Daniele Sebastiani, presidente del Pescara, sul portale tuttomercatoweb: «Il protocollo è impegnativo? Lo è anche per il ristoratore che deve portare i soldi a casa. Qualcuno si è lamentato per il costo dei tamponi, ma se ci nascondiamo dietro queste cose... Mi viene da ridere. Paghiamo i calciatori fior di milioni, tra cartellini e ingaggi e stiamo a lamentarci del costo del tampone. Sembra la storia della carenza di strutture: prendiamo un giocatore in meno e facciamo qualche infrastruttura in più. Come sarà la ripresa? Diversa. Senza pubblico, con le limitazioni del caso. Così non è calcio. Ma se serve per ripartire e dare un segnale, è giusto così».
È inutile girarci intorno: le spese sono ingenti. «Sulla carta - ha dichiarato il presidente dell’Empoli Fabrizio Corsi - dai 60 agli 80 mila euro se si arriva in fondo ai playoff per sierologici e tamponi. Credo che una squadra di B possa sostenerla, come spesa, indipendentemente dalle entrate minori».
Gran parte dei giocatori nerazzurri sono sempre rimasti in città, gli altri - fra questi Moscardelli e Gucher - rientreranno dalle loro città; c’è ancora il dubbio se Gucher sarà richiamato subito dall’Austria oppure arriverà il 3 giugno, quando riapriranno le frontiere, e in quel caso per lui niente quarantena.
Come dicevamo, i protocolli sono molto severi. La società fra l’altro dovrà assicurare la pulizia giornaliera e la sanificazione periodica dei locali, degli ambienti, delle postazioni di lavoro e delle aree comuni e di svago nonché la ventilazione dei locali; e le norme per evitare qualunque tipo di assembramento fra giocatori, tecnici, collaboratori, fornitori e altri sono dettagliate, così come quelle riguardanti gli aspetti medici. In tutto sono 14 pagine piuttosto fitte di istruzioni.
E d’altra parte non ci sono alternative. Non è detto che se queste istruzioni vengono seguite diligentemente da tutti, poi si giocherà davvero; ma se vengono seguite con superficialità è pressoché sicuro che andremo di fronte a un nuovo stop. La Federcalcio ieri ha inviato a Spadafora il protocollo per la ripresa delle gare di campionato dopo l'emergenza coronavirus. «Per gli aspetti strettamente medici - è detto nel documento - si richiama quanto attualmente previsto dal protocollo allenamenti».
Domani è in programma il consiglio di Lega di serie A sulla eventuale ripartenza del campionato: se arriverà il via libera, si ricomincerà a giocare il 13 giugno, al massimo una settimana più tardi. E la serie B, prevedibilmente, seguirà a ruota con un gap di 10-14 giorni: il consiglio federale ha già prorogato il termine della stagione al 20 agosto. Quindi i tempi tecnici per concludere il campionato ci sarebbero.
Continuano invece, e sono comprensibili, le polemiche in serie C. Molto duro lo sfogo di Cesare Fogliazza, patron della Pergolettese, su Tuttosport: « Se qualcuno si è venduto l'anima a società che sono fallite, che lo scorso anno erano in D, che vogliono tornare in B a tutti i costi attraverso i playoff, non è un problema che mi riguarda. Chi pensa di farci tornare in campo deve vergognarsi». —
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