Gioco
Pontedera, parla Bargagna «Vediamo cosa succederà da qui fino al 28 maggio»
La serie C era del parere di non riprendere la stagione 2019-20 ed è rimasta spiazzata dalla decisione di ieri: l’ira di Ghirelli
i granata
Contrordine, si va avanti. La serie C, insieme al resto del calcio professionistico, dovrà prepararsi a ricominciare: dal 14 giugno – salvo deroghe che non anticipino ulteriormente la ripartenza – il pallone tornerà a rotolare sul campo. Il Consiglio federale svoltosi ieri a Roma, alla presenza del presidente Gabriele Gravina e anche del suo omonimo di Lega Pro Francesco Ghirelli, ha deciso di puntare sulla ripresa dei campionati. La scadenza improrogabile, per questo ultimo e inedito spezzone di stagione, è fissata per il 20 agosto. La fine della stagione, invece, per il 31.
Ghirelli non le ha mandate a dire: «Quello che è uscito dal Consiglio federale non mi soddisfa per nulla. Noi non siamo in grado di tornare a giocare, ce lo hanno detto anche i 60 medici sociali, dovevamo fare gli ipocriti? Il calcio va riformato nella sua cultura».
«La società si è espressa durante l’assemblea di Lega a favore dell’interruzione del campionato – spiega Andrea Bargagna, direttore organizzativo del Pontedera – prendiamo atto, però, della decisione del Consiglio federale: adesso studieremo le misure necessarie per la ripresa dell’attività».
«Dobbiamo ancora capire cosa succederà da qui al 28 maggio – puntualizza, in riferimento all’incontro tra il ministro dello Sport Vincenzo Spadafora e i vertici del calcio – restiamo in attesa: credo sia prematuro pensare ad una ripresa, ma se ci sono le giuste garanzie siamo a disposizione».
Gli eventuali spareggi, che sembravano essere la soluzione favorita, saranno disputati solo se la curva dei contagi dovesse costringere a un ulteriore stop prima della (seconda) fine del campionato.
«Personalmente, comunque, credo che il campionato nella sua interezza non riprenderà – afferma Bargagna – forse si disputeranno playoff e playout, ma al momento ci adeguiamo a quanto deciso». Per la serie C, dunque, c’è una ripresa all’orizzonte. Nonostante quanto deciso in assemblea. «Purtroppo c’è stata una totale mancanza di visione sistemica – continua – è chiaro che con una promozione decisa a tavolino ci siano degli scontenti, ma era il momento di mettere da parte gli interessi particolari e adottare una visione d’insieme».
Il rischio è quello di vanificare una riforma dei format che, oggi, sembra sempre più necessaria. «Si tratta di una scelta legittima – conclude Bargagna – ma nel processo di riforme auspicato può rappresentare un rallentamento». —
Pietro Mattonai
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
