Gioco
La serie cadetta torna in rampa di lancio Pisa al lavoro all’Arena dopo i protocolli
Il campionato di B dovrà terminare entro il 20 agosto, aperte anche le ipotesi di spareggi anticipati e abbreviati
Pisa
«Si riprende a giocare». La Figc ha espresso la volontà di riavviare e completare le competizioni nazionali professionistiche di Serie A, B e C. La ripresa non è una certezza assoluta – il Covid purtroppo esiste ancora – ma una dichiarazione di principio inevitabile, quella espressa ieri dal Consiglio federale. E chiunque non si fermi alle apparenze più scontate sa che non poteva andare diversamente: dire «chiudiamola qui» significava assumersi la responsabilità contrattuale della chiusura anticipata, non prendere più un euro dalle tv e dagli sponsor e rischiare il tracollo finanziario e il collasso del sistema.
tutti al lavoro
Serie A e B (abbastanza volentieri) e serie C (per niente volentieri) si mettono dunque al lavoro per prepararsi a tornare in campo. In serie B mancano dieci giornate più gli spareggi, per concludere la stagione 2019-20 c’è tempo (da ieri la data è ufficiale) fino al 20 agosto. E il primo settembre inizierà la stagione 2020-21.
Ma attenzione: tutto potrebbe essere stoppato in corso d’opera, in caso di necessità. Nella delibera della Figc leggiamo infatti che «precedentemente al riavvio dell’attività agonistica sarà competenza del Consiglio Federale determinare i criteri di definizione delle competizioni laddove, in ragione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19, le stesse dovessero essere nuovamente sospese».
il piano b
In quel caso però non si brancolerà nel buio per decidere chi sale e chi scende di categoria. Perché ieri il Consiglio federale ha stabilito i princìpi da seguire: «Individuazione di un nuovo format (brevi fasi di playoff e playout al fine di individuare l’esito delle competizioni ivi incluse promozioni e retrocessioni; in caso di definitiva interruzione, definizione della classifica anche applicando oggettivi coefficienti correttivi che tengano conto della organizzazione in gironi e del diverso numero di gare disputate dai Club e che prevedano in ogni caso promozioni e retrocessioni».
L’unica cosa certa, a parte il limite temporale del 20 agosto, è che quanto resta della stagione attuale si chiuderà a porte chiuse.
i nerazzurri
Il Pisa è una delle quattro società che non ha ancora riconvocato i suoi calciatori per iniziare ad allenarsi negli impianti “ufficiali” e quindi gli atleti stanno ancora svolgendo la preparazione singolarmente e privatamente, per quanto lo facciano seguendo i programmi personalizzati che i tecnici hanno assegnato loro.
I motivi di questa scarsa fretta sono semplici. Per riprendere è opportuno avere la certezza sui protocolli specificai da seguire (la B fino a ieri sera non li aveva, ora che il consiglio federale si è espresso ufficialmente sulla prosecuzione dei campionati potranno arrivare) e la disponibilità dei test sierologici e dei tamponi. Le cose non vanno fatte in fretta, vanno fatte bene. L’Arena è pronta, quando sarà pronto tutto il resto – magari in pochissimi giorni – riaccoglierà i ragazzi di mister D’Angelo. «Noi abbiamo sempre detto di voler tornare in campo perché ritengo che i risultati debbano arrivare dal campo, – ha detto il Ds Roberto Gemmi al “Diario Neroazzurro” su 50 Canale (che stasera alle 22 ospiterà Giuseppe Corrado). Quella è l’espressione massima del nostro lavoro. Ovviamente deve esserci la garanzia della salute di tutti. È importante che tutto riprenda, anche da un punto di vista sociale».
Ma Gemmi sa bene che bisogna resettarsi: «Nessuno è pronto e nessuno ha mai affrontato una situazione di questo tipo. Ci saranno valutazioni molto difficili, anche la gestione degli infortuni sarà fondamentale, temo un aumento di problemi muscolari: ci stiamo riflettendo cercando di ridurre al minimo questo rischio. Di sicuro, sarà un campionato completamente diverso da quello che conoscevamo prima dello stop. Cambieranno gerarchie ed equilibri e sarà tutto molto complicato». —
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