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Figli d’arte: il Pisa di mister D’Angelo cala un poker di tutto rispetto

Andrea Chiavacci
Figli d’arte: il Pisa di mister D’Angelo cala un poker di tutto rispetto

Sono ben quattro i nerazzurri con il padre calciatore: De Vitis, Benedetti, Pinato e Birindelli. Ecco alcuni aneddoti 

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Il Pisa di questa stagione punta molto sui figli d’arte. De Vitis, Benedetti, Pinato e Birindelli sono cresciuti con il profumo della serie A dentro casa e fin da piccoli si sono trovati il pallone tra i piedi. Un ruolo non facile quello di ripercorrere le orme di un padre con una carriera importante alle spalle.

A volte il giovane supera il grande, vedi Paolo nei confronti di Cesare Maldini, altre volte la presenza di una figura carismatica non aiuta. In casa nerazzurra i quattro figli d’arte stanno vivendo storie diverse e interessanti. Alessandro De Vitis durante una recente diretta Instagram sul canale ufficiale del Pisa Sporting Club ha raccontato un simpatico siparietto con suo padre Antonio, rapace dell’area di rigore tra la gli anni Ottanta e i Novanta. «Durante la quarantena ho cercato di rivedere i suoi gol. Se avessi giocato contro di lui non gli avrei mai fatto fare gol perché faceva sempre la stessa finta. Però segnava sempre», ammette Alessandro, che è l’emblema della duttilità di cambiare ruolo. Chissà se qualche volta D’Angelo lo schiererà anche da prima punta come suo padre. Scherzi a parte, De Vitis senior è stato un vero bomber di razza, 63 presenze con 11 reti in serie A e 315 gettoni conditi da 125 gol in serie B, e vera bestia nera del Pisa. Ai nerazzurri De Vitis padre ha segnato un gol con la maglia del Taranto nel 1986-87 e cinque gol in due stagioni con la maglia del Piacenza tra il 1991 e il 1993. La tripletta di “Totò” del 18 aprile 1992 al Garilli mandò in frantumi i sogni di serie A del Pisa, mentre Alessandro era nato da poco più di due mesi.

Simone Benedetti, classe 1992 come il De Vitis nerazzurro, è il figlio di Silvano Benedetti che è stato un ottimo stopper che si è messo in evidenza soprattutto con le maglie di Ascoli, Torino e Roma. Simone ha ereditato il ruolo dal padre e adesso spera di rivedere, dopo l’assaggio con il Cagliari, il palcoscenico della A, magari con il Pisa. Benedetti senior nella sua lunga carriera ha giocato 329 partite tra i professionisti e segnato 14 gol, uno anche al Pisa nello scontro tra titani in B del 1989-90 tra il Torino e i nerazzurri, vinto 2-1 in extremis dai granata. Benedetti padre però lasciò anche ricordi amari all’Arena quando Piovanelli nella stagione successiva in serie A gli fece un tunnel prima di realizzare il definitivo 2-0.

Ruolo diverso invece per Marco Pinato, visto che il padre Davide è stato portiere di buon livello giocando con Monza, Milan, con cui ha esordito in A, Atalanta, 72 presenze in nerazzurro, Piacenza e Sampdoria. Davide è da molti anni allenatore dei portieri delle giovanili del Milan, dove ha visto crescere Marco che però ha preferito giocare a centrocampo piuttosto che stare tra i pali.

L’unico però che ha avuto il padre che ha indossato la maglia nerazzurra è Samuele Birindelli, già sopra le cento presenze in nerazzurro, esterno destro come il padre. Babbo Alessandro però giocò a Pisa in una stagione amarissima che vide la retrocessione in C della squadra, prima del fallimento nell’estate 2009. Birindelli non sfuggì alle critiche come tutti gli altri protagonisti di una retrocessione per certi versi inattesa, visto che, sulla carta, l’organico non era da terz’ultimo posto. Birindelli senior arrivò a Pisa verso la fine di una carriera brillante che lo ha visto protagonista con l’Empoli e poi con la Juventus, vincendo tre scudetti, giocando anche sei partite con la maglia della Nazionale. —

Andrea Chiavacci

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