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Pisa, per la ripresa degli allenamenti si attende l’esito del Consiglio federale

Antonio Scuglia
Pisa, per la ripresa degli allenamenti si attende l’esito del Consiglio federale

Domani l’appuntamento: si parlerà dei campionati ma anche delle possibili riforme per evitare il collasso

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In casa nerazzurra nessuno in campo ma tutti pronti. La maggior parte dei club di B si è “portata avanti” con gli allenamenti singoli negli impianti; solo 5 squadre sono ancora in attesa, e fra queste l’Entella riprenderà giovedì. Insieme al Pisa, quelle che aspettano sono Chievo, Benevento e Livorno. Ma perché queste scelte diverse? Non c’è un motivo univoco. Ma in effetti non serve ripartire prima che il Consiglio federale di domani dia qualche indicazione precisa sulle tempistiche. Diverso il discorso per i club che hanno giocatori “in eccedenza” e ripartendo prima li mettano in condizione, se non accettano di tornare in sede e al lavoro, di rescindere il contratto e risparmiare dei bei soldini. Ma il Pisa ad oggi non vuol mandare a casa nessuno. Quindi sia per il lavoro allo stadio, sia per la riapertura di sede e store, le decisioni saranno tecniche e non “sindacali”.

Tornando al Consiglio federale di domani, può darsi che la montagna partorisca un topolino ma è anche possibile che si vada verso qualche svolta davvero importante. Che servirebbe non a tornare alla situazione pre-Covid - quella scordiamocela per qualche anno, se non per una generazione - ma ad evitare il collasso definitivo del calcio professionale. Ha detto il presidente della Lega di Serie B, Mauro Balata, all’Adnkronos: «Il momento di grave crisi che sta interessando anche il sistema calcistico, e che secondo gli analisti perdurerà per molto tempo, impone alla dirigenza che guida il movimento di mettere mano a quelle riforme necessarie a mettere in sicurezza il sistema e per questo non più rimandabili».

Cento società professionistiche e una D parzialmente finto-dilettantistica, purtroppo, non ce le possiamo permettere più, per il semplice motivo che il movimento si basava, con troppo sperpero, su una serie di entrate esterne che non rivedremo. Il succo è tutto qua. Bisognerà mettere mano ai formati dei campionati, alle norme di ammissione e ai costi; rinviare questa operazione non farebbe altro che provocare il collasso del sistema e una perdita di decine di migliaia di posti di lavoro. «La Lega B –ha detto ancora Balata – è pronta a intraprendere questo profondo percorso di rinnovamento e sviluppo nella direzione di un calcio rinnovato, moderno sostenibile».

Davanti a questi ragionamenti, i risultati sul campo passano addirittura in secondo piano; nelle intenzioni del Pisa e di molti altri club la ripresa di questa stagione, seppure a porte chiuse, in A e poi in B, consentirebbe non di guarire ma di tamponare un’emorragia di risorse prima che sia troppo tardi. Quando Giuseppe Corrado (il 27 marzo) diceva che l’azzeramento dei tornei «sarebbe una catastrofe sia economica sia sportiva» intendeva proprio questo. —

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