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Pisano contro Picchi: «Misura colma Parla senza aver mai chiesto gli atti»
pisa
Salvatore Pisano interviene nel batti e ribatti politico sulla vicenda del Centro federale di canoa: «La misura è colma!», afferma l’amministratore unico della Navicelli Srl. «Mai mi sarei immaginato di trovarmi indebitamente coinvolto in un acceso scambio squisitamente politico e dover replicare ad un attacco mediatico, assolutamente immeritato, da parte della consigliera Olivia Picchi che, per il ruolo istituzionale che riveste, deve tenere un contegno diverso e, soprattutto, una posizione super partes: premure che non hanno minimamente sfiorato il pensiero della consigliera Picchi».
«Confesso che il tenore delle contestazioni – continua Pisano – non mi stupisce più di tanto: d’altronde, non avendo ella valutato gli atti, in quanto non ne ha mai richiesta copia, non può che avere una prospettiva “incompleta” della vicenda. Tuttavia, da una persona della sua esperienza, sinceramente, non mi sarei atteso tante inesattezze. Non voglio alimentare una sterile quanto inutile polemica, tuttavia mi permetto di formulare poche precisazioni: relativamente ai rapporti tra Navicelli e Fick, non ho mai rivolto alcuna critica né formulato accenni polemici rispetto alla passata gestione della società che mi pregio di rappresentare. Anzi: se la consigliera Picchi avesse letto con attenzione le mie uscite sulla stampa, avrebbe colto la “modalità di protezione” da me adottata nei riguardi della società rispetto alle allusioni al periodo antecedente al mio insediamento».
Afferma l’amministratore: «Sul punto credo che la consigliera, magari dopo aver riletto le mie dichiarazioni, debba prodigarsi in un’attenta riflessione; quanto alla tempistica con la quale ho affrontato la questione, mi preme rammentare che, lo scorso anno, seppur l’immobile fosse nella disponibilità di Fick, in forza di contratto di comodato gratuito rinnovato nel 2016, ho percepito la forte necessità di effettuare un sopralluogo all’esito del quale sono emerse tutte le irregolarità, descritte anche negli articoli dei giorni scorsi, che mi hanno portato a dichiarare inagibile la struttura e ad interdire l’accesso alla medesima».
In questo modo, precisa, «ho tutelato la salute di donne, bambini ma anche atleti, accompagnatori e dei numerosi avventori che (a vario titolo), fino ad allora, avevano frequentato l’immobile e le sue pertinenze. Tutto qua. Esattamente il contrario».
«In conclusione, corre l’obbligo di formulare una doverosa considerazione: con quale stato d’animo, in qualità di amministratore unico di una società partecipata dal Comune di Pisa, dovrei rispondere alla paventata, urgente, convocazione da parte della presidente Picchi che appare evidentemente prevenuta? Per il bene comune e la comune serenità auspico che la consigliera Picchi, dopo l’auspicata riflessione, possa assumere una posizione più obiettiva ed istituzionale, sicuramente più consona al delicato ruolo affidatole in ambito consiliare». —
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