Gioco
Torneo cadetto in mezzo al guado oggi riprende l’assemblea di Lega
Il Pisa sarebbe pronto per la ripresa ma i protocolli sono molto difficili da attuare Lovisa (Pordenone) minaccia: promozioni sul campo o andiamo in Tribunale
pisa
Domani riprende la Bundesliga, forse il 12-13 giugno la serie A. E la B? Il destino del campionato cadetto è ancora nebuloso e la paura di molti addetti ai lavori è che il governo, non volendo assumersi la responsabilità di dire «stoppiamo tutto», abbia fatto in modo, con dei protocolli sanitari inattuabili se non dai club più ricchi, di mettere almeno la serie cadetta in condizioni di rinunciare volontariamente alla ripresa.
È solo una paura però, e non una certezza. Di sicuro, in attesa del Consiglio federale di mercoledì prossimo, oggi le società di B ne sapranno di più visto che alle 11 in teleconferenza inizieranno i lavori dell’assemblea lasciata aperta lo scorso aprile. Al centro del dibattito, ovviamente, l’emergenza nata a seguito della pandemia, quindi si procederà con le comunicazioni del presidente Mauro Balata.
L’unica novità reale di ieri è che la Figc ha attivato un pool ispettivo della Procura federale per verificare il rispetto delle indicazioni contenute nei protocolli sanitari approvati dalle autorità di governo. Il pool verificherà che gli allenamenti dei club professionistici ad oggi individuali e dal 18 maggio di gruppo, vengano svolti secondo quanto previsto dai protocolli indicati.
TuttoMercatoWeb ha intervistato l’avvocato Luciano Ruggiero Malagnini: «Potrebbe essere una posizione della Figc a sostegno del protocollo stringente – ha detto il legale –. Già vi sarebbero responsabilità penali da parte del medico del lavoro e dei rappresentanti legali laddove non venissero rispettate tutte le norme, poi essere monitorati anche dalla Procura per gli allenamenti non è bello. Davanti a queste responsabilità così amplificate i club potrebbero anche decidere di non giocare di più».
I vari club quindi continuano a lavorare con gli allenamenti individuali senza per ora avere certezze. Qualcuno spera di riprendere al più presto e alza la voce: «Le promozioni si devono decidere in campo altrimenti si va in Tribunale», ha detto il presidente del Pordenone Mauro Lovisa su Sportitalia. Il Pisa è su posizioni più morbide: vuole rigiocare per il semplice motivo, ha spiegato il presidente Giuseppe Corrado, che annullare la stagione significherebbe un danno economico tale da mettere a repentaglio la sopravvivenza di molti club. Ma non sarà il Pisa a decidere se si potrà rigiocare, e nemmeno la Lega B. Moscardelli e compagni non possono far altro, per ora, che palleggiare a casa e tenere alta la suoneria del telefono sperando che arrivi una chiamata per dire «Domani ci vediamo all’Arena, portati gli scarpini». —
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