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serie B 

L’amarcord di Vieri «Ho deluso Romeo ma lui credeva tantissimo in me»

Antonio Scuglia
L’amarcord di Vieri «Ho deluso Romeo ma lui credeva tantissimo in me»

L’ex nerazzurro ricorda con Lele Adani il suo anno al Pisa «Mi diceva: “Lei è un pioppo”, ma aveva ragione»

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Il Pisa attende notizie da governo e Figc, come tutte le società: i giocatori sono naturalmente a disposizione. Si rigiocherà per concludere la stagione? Molti hanno risposte “sicure”, ma l’unica certezza è che l’eventuale ripresa è subordinata a una situazione sanitaria compatibile con la sicurezza di allenamenti e gare. Nessuna legge al mondo, men che meno quella della logica, vieta di fare le cose con la necessaria calma ed eventualmente giocare in periodi nei quali di solito si va al mare.

E in ogni caso la B non ripartirà per sua scelta. Se si può rigiocare in A, forse e dopo si rigioca anche in B; se la A dovesse chiudere qui, ciao alla stagione 2019-10 per tutti.

E talebani della ripresa «a tutti i costi» non ne vediamo molti. Ieri il capitano del Pisa Davide Moscardelli ha dichiarato a Radio Sportiva: «Il mio pensiero è che il calcio manca a noi diretti interessati ma soprattutto alla gente, è un momento di svago. Però ripartire in questo momento senza troppe certezze non credo che sia una buona idea». Mosca-gol ha parlato anche del suo futuro: «Questo poteva essere il mio ultimo anno da calciatore, però così ora sto vedendo quanto mi manca e non mi andrebbe di finire così. Ci sto pensando. Una B con due gironi da 20 squadre? Potrebbe essere una buona idea ma non so quanto fattibile».

Sulla fattibilità, la risposta è semplice: basta che tutti in B si accontentino di guadagnare la metà. A chi dovrebbe fare la C può convenire, a chi in serie B c’è già mica tanto. E alle 40 squadre di C che diventerebbero di fatto dilettanti? Ancora meno.

vieri: aveva ragione romeo

Bobo Vieri è stato protagonista con Lele Adani di una diretta Instagram, che contiene una chicca ritrovata da Matteo Anconetani. «Arrivai a Pisa – racconta l’ex campione – appena operato alla caviglia per una lassità dei legamenti ed ero ancora militare (era il 1992: il futuro bomber aveva 19 anni e solo 7 presenze in prima squadra nella stagione precedente a Torino, nda). Sono stato inguardabile. Nella stagione precedente avevamo fatto la finale Primavera contro la Reggina, feci una grande finale. Sono andato al Pisa sei mesi ma con tanta presunzione, pensavo di essere molto più avanti nel percorso».

Ed ecco il suo ricordo di Romeo Anconetani: «Il presidente mi faceva delle fiammate… Ma il Torino voleva dargli Poggi e lui invece disse “No, voglio Vieri, Vieri, Vieri! ” Esordio e subito gol contro il Verona, poi da lì sono precipitato. Io pensavo di essere forte, venivo dal Torino, ma non la prendevo mai. Segnai di nuovo solo al ritorno, sempre contro il Verona. Inguardabile».

Tanti rimproveri per lui ma... a fin di bene: «Romeo era uno che te le diceva di tutti i colori, Romeo ti offendeva dandoti del lei. “Lei è un pioppo, non è un giocatore, dovevo prendere Poggi. Io la pago troppo, la sto pagando…” Tutte robe così. Comunque lui era un presidente con un grande carattere. Mi ha dato una bella fiammata, mi ha sgonfiato bene bene. E credeva in me in una maniera incredibile. Poi avevamo una bella squadra, eh? C’erano Scarafoni, Rocco, Rotella, Bosco, Cristallini, Berti in porta… Aveva fatto una squadra per andare su ma non ci riuscimmo. Ero inguardabile».

zibì, aggiornati

Zibì Boniek, presidente della Federcalcio polacca, in una intervista esclusiva a Tuttomercatoweb critica l’apertura della Fifa sulle 5 sostituzioni anche in A e B: «Noi non la adotteremo nel campionato polacco. Così non è calcio. È una decisione senza alcun fondamento, adottata solo per populismo da chi evidentemente non sa come funziona una partita di calcio, e solo per compiacere le pressioni esterne». Boniek, che prima di diventare dirigente è stato fra l’altro giocatore indimenticabile e allenatore dimenticabile (nel Pisa durò poche ore, il 19 settembre 1991, poi Romeo lo mandò via), potrebbe studiare meglio la materia o aggiornarsi: il calcio, rispetto agli sport gestiti con più intelligenza, è molto indietro sulle sostituzioni, e i cinque cambi non fanno perdere tempo ché avvengono sempre con il massimo di tre interruzioni.

Stirpe: ad agosto, perché no?

Maurizio Stirpe, presidente del Frosinone, ha detto a Radio Punto Nuovo: «La B attende con ansia, perché dipende dalla Serie A. Giocare a luglio e agosto? Se può essere utile, sì. L’importante è che non ci sia troppa differenza con la A perché determinerebbe problemi per l’inizio della stagione successiva». –

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